Marrubiu contesta lo statuto di Egas

L’ente di governo del servizio idrico stabilisce le tariffe dell’acqua

MARRUBIU. Acque agitate per l’Egas, l’Ente di governo dell'ambito della Sardegna per il servizio idrico integrato. Il consiglio comunale ha deliberato all'unanimità per il rinvio dell'approvazione delle modifiche dello statuto dell'ente. La motivazione è duplice, come ha sottolineato il sindaco Andrea Santucciu. «Lo statuto dell’Egas è stato impugnato da organi superiori; notiamo una disparità di trattamento nell’utilizzo degli oltre cinque milioni di economie dell’ente». Maggioranza e minoranza di Marrubiu prima di approvare queste modifiche vogliono capire a cosa serva l'Egas e in che modo offra effettivamente dei servizi utili ai Comuni e al territorio. «Stimo il presidente dell'Egas, Renzo Ponti – sottolinea Santucciu – a cui mi lega anche una forte collaborazione in termini di servizi sociali (Ponti è anche sindaco di Nurachi, ndr) ciò non toglie però che vogliamo vederci chiaro sulle modifiche e sul ruolo dell'ente; pertanto dovrà venire a Marrubiu perché ci sono dubbi da sciogliere». E quanto all'utilizzo dei 5milioni e ottocento mila euro, disimpegnati, e riutilizzati per interventi urgenti e indifferibili del servizio idrico integrato, sorge più di una perplessità su quali siano stati i termini di scelta per le assegnazioni. «Abbiamo richiesto dei contributi ad Abbanoa per le reti fognarie – spiega Santucciu – poi abbiamo visto la delibera dell'Egas della scorsa settimana. In che modo sono stati assegnati quelle economie? Su quali basi? La via più giusta sarebbe quella del bando pubblico, affinché questi fondi vadano a chi ne ha maggiore necessità». Capire i bisogni dei territori, questo l'indirizzo dell'amministrazione marrubiese che chiede l'intervento dell'assessore regionale ai lavori pubblici, Edoardo Balzarini e al governatore Francesco Pigliaru. Se in quel di Marrubiu la questione Egas non naviga in acque calmissime, anche altrove sta suscitando perplessità e dubbi.

Il comune di Arborea, già lo scorso aprile, aveva preferito rinviare l'approvazione dello statuto in attesa della pronuncia della Corte costituzionale sulla legittimità della legge regionale che le ha introdotte. Mentre a Cagliari, in consiglio
regionale, proprio giovedì, è pervenuta una interrogazione a firma dei consiglieri Antonio Gaia, Pietro Francesco Zanchetta e Raimondo Perra sulle «potenziali criticità nella programmazione degli interventi nell'ambito del servizio idrico integrato».

Eleonora Caddeo

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