Arnie rubate e rivendute: denunciato un diciottenne

Siamaggiore, il ladro non le ha sottratte direttamente all’apicoltore ma le ha spacciate come sue e l’acquirente le ha prelevate dal terreno

SIAMAGGIORE. Se la tecnologia impone un cambiamento a tutte le professioni, anche i malviventi si son dovuti adeguare o meglio digitalizzare. Come nel caso delle tredici arnie rubate a Siamaggiore e poi vendute a Sant’Antioco. È bastato un messaggio su un social network, dove le si metteva in vendita per avviare un’illegale trattativa senza che il venditore abbia compiuto materialmente il furto. Ha infatti ideato uno stratagemma affinché a prenderle in custodia dal terreno dell’apicoltore derubato fosse direttamente l’acquirente. Definiti i dettagli economici, venditore non proprietario e compratore hanno concordato l’appuntamento per il ritiro della merce. L’acquirente, convinto di aver fatto un affare, l’ha caricata sul camion ed è andato via.

Peccato che le tredici arnie, il cui valore di mercato si aggira intorno ai settemila euro e per cui ha pagato il prezzo irrisorio di 250 euro, le abbia prelevate direttamente dal terreno del vero proprietario, senza che nessuno dei due, acquirente e proprietario, sapesse niente dell’altro. Il ladro, un diciottenne di Siamaggiore con qualche precedente e ora anche denunciato per ricettazione, ha fatto finta di essere il proprietario del campo, dell’allevamento e delle arnie. Una volta che le ha spacciate come proprie, le avrebbe vendute senza essere di fatto l’autore del furto.

Sono però bastate rapide indagini portate avanti dai carabinieri della compagnia di Oristano in collaborazione con le stazioni di Solarussa e Marrubiu per ricostruire l’intera vicenda che ha avuto una regia davvero fantasiosa. I militari stavano indagando sui furti, di arnie e di api, compiuti nel giro di un mese e raccontati sulla Nuova qualche settimana fa. I ladri avevano preso di mira le zone di Siamaggiore, Marrubiu, Uras e Arborea. Queste tredici arnie, recuperate a Sant’Antioco sarebbero una parte delle venticinque rubate qualche settimana fa proprio a Siamaggiore, nella zona di San Pietro, ad Adriano Corriga.

Il giovane tecnologico e fantasioso Arsenio Lupin ne avrebbe piazzato sul mercato online, attraverso Facebook, una parte – sulle altre dodici non si hanno notizie, ma è plausibile pensare che abbiano fatto la stessa fine con diversa destinazione rispetto alle prime –. È bastato un messaggio sulla bacheca social del diciottenne per trovare un acquirente, di Sant’Antioco. Il prezzo affare, 250euro per tredici arnie il cui valore di mercato, di ciascuna, si aggira tra i 500 e i 700 euro, presumibilmente ha fatto il resto. La cifra irrisoria era talmente appetibile da non
far pensare a nessuno degli strampalati dettagli di quella altrettanto bizzarra trattativa, tanto meno ciò che riguardava il ritiro della merce. Ritiro avvenuto direttamente sul terreno dell’ignaro titolare dell’apicoltore e svolto dall’acquirente, ignaro di essere il braccio operativo.

TrovaRistorante

a Oristano Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro