E' finito a processo per le dicerie di paese, ma era un cieco vero: assolto

L'odissea di un anziano non vedente di Norbello accusato di barare sulla propria inabilità

NORBELLO. Michele Pisano non è un falso cieco. Si è conclusa con un'assoluzione "perché il fatto non sussiste", il processo penale, al Tribunale di Oristano, a carico di un anziano non vedente di Norbello, accusato di aver finto, per anni, di essere cieco e per questo, di percepire una pensione di invalidità non dovuta. Accuse che si sono dissolte all'atto della lettura dei verbali e delle perizie dei medici che hanno invece confermato che l'anziano non ci vede sul serio. Lo ha sempre saputo anche l'Inps: tanto è vero che l'ente di previdenza non solo non ha mai sospeso il pagamento della pensione, ma non si è neppure costituita parte civile al processo, come invece, avviene in tanti altri casi.

Tutto è iniziato nel 2009, quando, i carabinieri, impegnati in un'inchiesta a largo raggio sul fenomeno dei "falsi invalidi", dopo aver raccolto alcune testimonianze di compaesani di Michele Pisano che affermavano di averlo visto agire in modo a loro giudizio, troppo disinvolto e sicuro per un non vedente, stilano un rapporto e lo inviano alla procura della Repubblica. Il procedimento va avanti, nonostante l'anziano, assistiti dall'avvocato Antonio Cova, avesse prodotto i verbali delle diverse visite mediche cui eta stato sottoposto per accertare la sua condizione confermato non soltanto dalla commissione medica per l'accertamento dell'invalidità, ma anche da specialisti con tanto dei referti con i risultati degli esami strumentali. Proprio per questo motivo, a suo tempo, la difesa aveva chiesto il proscioglimento. Eppure, come ha detto nella sua lunga arringa l'avvocato Antonio Cova, il giudice delle udienze preliminari decise di rinviare a giudizio l'anziano e mandare comunque avanti il processo.

Ieri però, è stato il pubblico ministero, Francesco Roggero, a proporre l'assoluzione dell'imputato, con una requisitoria basata proprio sul confronto tra le dichiarazioni che i testimoni avevano reso ai militari e le perizie medico-specialistiche, che appunto, su basi scientifiche, le smentivano. Per tutto il tempo Michele Pisano, che per presenziare al processo in aula è giunto sorretto da un accompagnatore, ha ascoltato con assoluta tranquillità le parole le parole del pubblico ministero e del suo avvocato, che entrambi chiedevano la sua assoluzione.

Poco dopo le 13, dopo una brevissima camera di consiglio, il giudice monocratico, Carla Altieri, ha mandato assolto l'anziano e disposto il pagamento a carico dello Stato, dell'onorario della difesa che l'aveva

assistito in gratuito patrocinio.«Un processo che non si sarebbe mai dovuto tenere - è stato l'amaro commento dell'avvocato Antonio Cova - non solo perché ha fatto gravare, per nove anni, l'accusa di truffa su una persona innocente, ma che è costato un'inutile dispendio di risorse pubbliche».

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