Città meno sicure? È falso I dati dicono il contrario

Alla Festa dei carabinieri le cifre parlano di reati in continua decrescita Il comandante Paganuzzi chiede più collaborazione da parte dei cittadini

ORISTANO. C’è una realtà diversa da quella narrata nei post ossessivi sui social, nella percezione di insicurezza a volte alimentata ad arte. C’è la realtà dei numeri. Ed è una realtà che parla di reati e di criminalità in calo. Un dato emerso già alla Festa della polizia, confermato e rafforzato ieri alla Festa dei carabinieri. Il colonnello Luciano Paganuzzi ha elencato le cifre dell’impegno messo in campo dai carabinieri nel territorio provinciale e i risultati ottenuti. Cifre confortanti, dunque. Anche se qualche dato preoccupante c’è. Nell’ultimo anno si è registrato un calo di reati pari all’11 per cento. I militari dell’arma hanno eseguito 118 arresti: in questo caso il dato è in aumento: più 21 per cento. «Per il terzo anno consecutivo - ha detto il colonnello Paganuzzi - registriamo questo andamento: calo del numero di reati, aumento delle persone arrestate».

Tre gli omicidi compiuti, per ora senza colpevole, ma «per i quali continuano le indagini». Nove le rapine: in quattro casi gli autori sono stati identificati.

In calo anche i furti: dai 928 dell’anno precedente si è scesi ai 769 dell’ultimo anno. In 62 circostante sono stati scoperti i responsabili: «Una percentuale dell’8 per cento - ha ricordato il comandante provinciale -, il doppio rispetto all’indice nazionale».

Tra i furti denunciati, 153 sono stati quelli commessi in abitazioni private. In 11 casi sono stati scoperti gli autori. In calo anche danneggiamenti (da 215 a 200) e incendi dolosi (da 46 a 33). I carabinieri hanno indagato su 27 vicende di maltrattamenti in famiglia che hanno portato a 29 denunce e a 8 arresti.

Più allarmante il dato sulle truffe: ne sono state denunciate 192. È come se ogni settimana ci fossero almeno un paio di casi segnalati. Per combattere il fenomeno i carabinieri, con l’ausilio di Comuni e parrocchie, hanno svolto un lavoro di sensibilizzazione, rivolto soprattutto alla popolazione anziana.

Certo, rimangono dei problemi. Il comandante Paganuzzi, in un passaggio del suo discorso, ha sottolineato una situazione in cui i carabinieri si trovano aspesso a indagare «avara di civiche collaborazioni investigative». In altre parole non sempre i cittadini collaborano fornendo elementi che possano essere utili per l’identificazione dei responsabili di reati. La «macchina molecolare della sicurezza», così come l’ha
definita nel proprio messaggio, il comandante regionale dell’Arma, ha bisogno dell’apporto di tutti, perché non bastano i 21mila servizi dedicati, i 57mila servizi di pattuglia, le 76mila persone identificate e le 56mila auto controllate. La sicurezza di tutti dipende anche dai cittadini.

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