Mezzo chilo di marijuana nell’auto di una donna

Fermata dalla polizia in via Cairoli aveva lo stupefacente in un sacchetto In aula dichiara che ne faceva uso dopo la chiusura dell’attività commerciale

ORISTANO. In aula, dopo una notte ai domiciliari, spiega tutto. Racconta al giudice di aver avuto problemi personali dopo la chiusura della sua attività commerciale e di aver passato notti molto buie. Per ritrovare il sonno aveva così pensato che il modo migliore fosse quello di ricorrere all’aiuto non lecito della marijuana. Il problema è che Maria Pes, 59 anni di Oristano la quale sino a poco tempo fa gestiva una lavanderia, di “erba” ne aveva un po’ troppa con sé. Quando martedì una pattuglia della Squadra Mobile della polizia ha fermato la sua auto, c’è voluto assai poco tempo per capire che a bordo ci fosse qualcosa di esageratamente profumato. Del resto la signora aveva con sé ben mezzo chilo di marijuana.

È stata la stessa Maria Pes a consegnare il sacchetto con la droga ai poliziotti prima ancora che questi iniziassero a perquisire l’abitacolo e a quel punto è stato inevitabile il fermo. Il giudice ha immediatamente disposto che la donna finisse ai domiciliari dove ha passato un’unica notte in attesa del processo per direttissima. Il giudice Federica Fulgheri, su richiesta del pubblico ministero Sara Ghiani, ha dapprima convalidato il fermo quindi ha accolto la richiesta di patteggiamento formulata dall’avvocato difensore Simone Prevete. La pena stabilita è stata di un anno e tre mesi, ma Maria Pes ha usufruito della sospensione condizionale della pena ed è tornata in libertà.

Singolare è stata però la spiegazione che ha dato al giudice durante il processo per direttissima. Veri o non veri, ha infatti chiarito quali siano i motivi che l’hanno portata a diventare assuntrice di marijuana. Tutto sarebbe nato dalla grossa delusione per la piccola impresa commerciale che non riesce a tenere sollevata la serranda. Gli affari vanno male e la lavanderia gestita da Maria Pes chiude. A quel punto la donna non avrebbe visto più futuro di fronte a sé e per questo si sarebbe rifugiata nella marijuana. Le consentiva di affrontare in maniera più serena le notti, ma ora è rimasta senza il carico fatto due giorni fa e dovrà fare meglio i conti con se stessa. Quelli con la
giustizia li ha già risolti e comunque, al di là della versione data in aula, il reato contestato rimane quello di detenzione di sostanza stupefacente perché comunque rimane qualche perplessità che tutta quella marijuana potesse essere solo per uso personale.

Enrico Carta

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