Tre Comuni fanno rete per le energie rinnovabili

L’Unione del Terralbese aderirà a due bandi sul risparmio e la riqualificazione San Nicolò Arcidano, Marrubiu e Uras parteciperanno alle gare regionali

SAN NICOLÒ ARCIDANO. Attenzione alle energie rinnovabili, soprattutto negli edifici pubblici, e progetti per il recupero del patrimonio culturale dei piccoli villaggi. L’Unione dei Comuni del Terralbese aderirà a due bandi della Regione che potrebbero assicurare un’importante crescita in termini di sviluppo socio-economico del territorio.

Il primo bando riguarda lo sviluppo rurale e relativo al “Sostegno per la creazione, il miglioramento o l’espansione d’infrastrutture comunali e per le energie rinnovabili”, il secondo , invece, riguarda gli investimenti relativi al “restauro e alla riqualificazione del patrimonio naturale e culturale dei villaggi” che si trovano nel territorio.

Il Consiglio d’amministrazione dell’Unione dei Comuni del Terralbese ha incaricato i propri tecnici affinché presentino le necessarie domande per la partecipazione ai bandi. I comuni interessati sono San Nicolò d’Arcidano, Marrubiu e Uras. Spiega il presidente dell’Unione, Emanuele Cera: «Gli interventi riguarderanno, per il bando sulle “reti intelligenti”. Consentiranno, se finanziati, di intervenire sugli immobili già dotati d’impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili».

Il presidente Cera, che è anche sindaco di San Nicolò Arcidano, specifica che la realizzazione del sistema di accumulo garantirà una produzione che, in precedenza, era fornita da fonti energetiche non rinnovabili. Quindi consentirà un riparmio per le amministrazioni e una maggiore attenzione per l’ambiente.

Se la partecipazione a un bando porterà a investire risorse in energie rinnovabili , la seconda punta a accedere ai fondi che la Regione stanza per il “sostegno agli investimenti relativi al restauro e alla riqualificazione del patrimonio culturale e naturale dei villaggi”. Un lavoro che, secondo l’Unione dei Comuni, sarà fondamentale per proseguire l’opera di valorizzazione dei centri storici e dei siti archeologici.

Ovviamente, al momento, si parla di idee e progetti. Bisognerà progettare e attendere: ma il presidente Cera si augura che la procedura abbia buon
fine, sottolineando che: «Se le nostre richieste andranno a buon fine, ci permetteranno di avere importanti risparmi economici relativi alla produzione e all’accumulo di energia prodotta nei caseggiati di proprietà comunale». Ogni progetto prevede un impegno finanziario di 200mila euro.

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