L’arrivo di Cremonini, una scossa alla filiera

Il colosso delle carni sbarca a Arborea, le cautele degli amministratori  L’assessore regionale Caria: la filiera dell’ingrasso deve restare nell’isola

ARBOREA. Non era una visita di semplice controllo delle nuove acquisizioni da parte di Bonifiche Ferraresi, di cui è azionista. I vertici di Cremonini, colosso delle carni tra i partner di BF, nel mese di ottobre, erano stati nel compendio di Arborea recentemente acquisito da Bonifiche Ferraresi. E proprio Inalca Spa, il più importante produttore privato europeo nel settore delle carni bovini, controllata da Cremonini, sta per aprire nel Centro Tre Sassu – territorio di Marrubiu – una struttura di ingrasso alla quale saranno destinati circa tremila bovini l’anno. È un progetto che rientra negli accordi di filiera sottoscritti da Inalca e dal ministero dell’Agricoltura. Un accordo integrato e virtuoso che riguarda, ovviamente, Bonifiche Ferraresi, di cui è la titolarità delle modernissime stalle che dovrebbero entrare in attività a settembre. Bonifiche avrà in cambio il letame delle mucche, da impiegare nelle colture di precisione dell’azienda di Jolanda di Savoia – con l’intera superficie di mille ettari ex Sbs convertita a biologico–.

La sindaca di Arborea. «Non ho avuto notizie ufficiali riguardo la modifica degli impegni assunti da Bonifiche Ferraresi sugli investimenti nel territorio», dice la sindaca di Arborea Manuela Pintus. Le produzioni annunciate finora, negli incontri ufficiali, riguardano «Erbe officinali, piante aromatiche, biologico. Non si è mai parlato di un piano industriale per la produzione di carni bovine». Dichiarazione ufficiale stringata su un argomento sensibile per la comunità. Ad Arborea opera la Cooperativa produttori, del “Sistema” economico di cui fanno parte il gigante bianco 3A e la Banca di credito cooperativo. La coop produttori lavora nel suo centro ingrasso circa 50mila vitelli da carne, il compimento di un percorso di diversificazione dell’immenso patrimonio zootecnico da latte che ha fatto le fortune della zona. Un sistema che aveva anche strizzato l’occhio all’opportunità di mettere le mani sull’ex Sbs: ma il tentativo di partecipare all’asta da parte della 3A, nel 2013, era stato stoppato dall’assemblea dei soci, in un momento in cui il prezzo del latte era ai minimi storici e il passo era stato ritenuto un azzardo. Dopo è arrivata Bonifiche Ferraresi.

Il sindaco di Marrubiu. «Ufficialmente non sono a conoscenza di nulla, ma ben vengano progetti di ampliamento dell’economia del territorio, per la quale faccio il tifo». Nelle parole misurate di Andrea Santucciu, sindaco di Marrubiu, non si nasconde una certa cauta soddisfazione per l’insediamento al Centro Tre del gruppo Cremonini. Con una postilla: «Noi speriamo che questa attività faccia da volano a tutte le produzioni che stanno intorno, e ci auguriamo in un potenziamento sinergico delle attività della zona».

L’assessore Caria. «Riteniamo che ci siano i presupposti per realizzare degli altri centri di ingrasso per dare maggiori possibilità al sistema allevatoriale». Lo dice Pierluigi Caria, assessore regionale all’Agricoltura. Sull’arrivo del gruppo Cremonini si limita a dire di «non aver avuto interlocuzioni formali», ma precisa: «Il tema vero è il prezzo d’acquisto e la realizzazione di una vera economia di filiera. I vitelli sardi vengono portati fuori dall’isola per completare l’ingrasso, per noi la filiera deve restare in Sardegna perché il valore aggiunto lo si acquisisce negli ultimi sei mesi, quelli più remunerativi.
Ma quel processo si completa altrove». L’assessore vede di buon occhio l’arrivo di Cremonini come una ulteriore spinta per l’economia. Con un invito: «Auspichiamo che i produttori sardi si uniscano e completino la filiera delle carni bovine. La vera economia sta lì».



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