L’ospedale Delogu perde pezzi

Indiscrezioni a Ghilarza: il laboratorio è vicino alla chiusura. La Assl: «Per ora nessuna decisione»

GHILARZA. Un altro mattone dell'ospedale Delogu rischia di essere sfilato dalle sue colonne portanti. Secondo indiscrezioni non confermate sarebbe prevista la chiusura del laboratorio di analisi. Non se ne conoscono i tempi, ma è evidente che se un provvedimento o delle indicazioni esistono il servizio verrebbe trasferito al San Martino di Oristano, dove in tal caso finirebbero tutti i campioni biologici prelevati nella struttura interna al nosocomio cittadino e nei presidi sanitari zonali di Samugheo, Busachi e Cuglieri.

Conferme ufficiali per adesso non ve ne sono e se da una parte la notizia desta preoccupazione tra cittadini e amministratori locali, già sul chi va là, dall'altra viene liquidata come una chiacchiera senza fondamento.

«Io non ne so ufficialmente nulla. C'è un gruppo di progetto dell'Azienda di tutela della Salute che sta definendo la rete dei laboratori ma per ora non è stata adottata alcuna decisione», ha smentito il direttore generale dell'Assl provinciale.

Mariano Meloni ha inoltre voluto sgomberare il campo da ulteriori dubbi precisando che «In ogni caso, i centri di prelievo non saranno spostati, pertanto l'utenza non ne risentirebbe in alcun modo».

Oggi il laboratorio analisi di Ghilarza è operativo ventiquattrore su ventiquattro, ma durante la notte l'urgenza è garantita attraverso la sola la pronta reperibilità dei tecnici di laboratorio e senza il supporto di un medico in loco che visioni e firmi i referti.

La carenza d'organico e la mancata sostituzione delle unità mancanti potrebbe quindi essere all'origine di un'eventuale riorganizzazione, imminente o futura.

Da tempo il laboratorio analisi del Delogu si regge soltanto su due medici, uno dei quali in congedo temporaneo e l'altro prossimo alla pensione, su cinque tecnici di laboratorio, due ausiliari e tre infermieri, che a breve si ridurranno per il collocamento a riposo di un lavoratore.

Il potenziamento della dotazione organica avrebbe potuto risolvere il problema ma il presunto spostamento del servizio di analisi e di refertazione fa supporre che allo stato attuale non siano previste nuove sostituzioni. Il precedente di Radiologia fa temere che una situazione agli inizi apparentemente temporanea diventi invece definitiva.

Nell'area riservata alla diagnostica si lavora da molto tempo dodici ore al giorno: sia le urgenze che la reperibilità sono state eliminate e con il funzionamento di un punto di primo intervento in luogo di un pronto soccorso non sembrano esserci le condizioni di ripristinare la modalità operativa in h 24.

Lo stesso protocollo sull’organizzazione delle emergenze e delle urgenze predisposto dall'Azienda di Tutela della Salute per regolare l'accesso ai pronto soccorso e ai punti di primo intervento attraverso il 118, lascia pochi margini
di dubbio sull'organizzazione del servizio interno al presidio ghilarzese, che funzionerà nella sola fascia diurna con esclusione delle urgenze. Su queste premesse amministratori e cittadini delineano scenari poco confortanti, nei quali la sanità territoriale verrebbe smontata pian piano.

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