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Sorradile, riaperta la chiesetta campestre di Monte Cresia

SORRADILE. Duecento anni dopo l'ultimo rintocco, le campane hanno ripreso a suonare a Monte Cresia. Sabato è stata inaugurata la chiesetta campestre di San Giovanni del Bosco, immersa nell'incantevole...

SORRADILE. Duecento anni dopo l'ultimo rintocco, le campane hanno ripreso a suonare a Monte Cresia. Sabato è stata inaugurata la chiesetta campestre di San Giovanni del Bosco, immersa nell'incantevole scenario del colle sopra Sorradile, a 400 metri d'altezza. La costruzione dell'edificio fu avviata nel 1933 su un impianto del 1570 demolito nel diciannovesimo secolo.

L'opera incompleta, ridotta ormai a un rudere, è stata ripresa e portata a termine dall'amministrazione comunale con fondi di bilancio. Il rito della benedizione officiato dal vescovo emerito di Sassari, Paolo Atzei, ha di fatto riconsegnato la chiesa al culto e alla comunità. La struttura, inoltre, era fino a ieri il tassello mancante del cosiddeetto “Iinerario dello spirito” tracciato fra i tre novenari campestri del comprensorio, di cui fanno parte anche le chiese di Santa Maria Turrana e San Nicola, che nei piani della municipalità dovranno diventare un attrattore del turismo religioso. Al cerimoniale dell'inaugurazione, presieduto dal sindaco Pietro Arca, sono seguiti la celebrazione della messa e la presentazione del libro "Il cammino delle lodi nei novenari rurali" realizzato da Piera Fadda, Gabriella Frau e Simone Riggio.

La serata è proseguita con la kermesse enogastronomica organizzata dall'associazione Movedi, che ha destinato il ricavato alla chiesa di San Giovanni del Bosco. Nel segno della tradizione, al crepuscolo la comunità ha rivissuto l'antico rito del falò "s'abba muda" concludendo poi la serata tra canti e balli sardi.

Ieri, un seguito con la passeggiata nei sentieri di Monte Cresia sulle tracce di San Giovanni del Bosco, la messa nella chiesetta e attività di animazione sul bel promontorio che domina il lago Omodeo e la valle dei nuraghi.