Ruinas, la colletta dopo la partita finita in zuffa

Il paese si è quotato per la macchina fotografica di una tifosa di Ales, rotta nello scontro con Nurri

RUINAS. Nella busta c’erano 800 euro tondi, la cifra necessaria a ricomprare la macchina fotografica distrutta durante gli scontri nella partita tra Ruinas e Nurri, che a fine maggio doveva decretare quali delle due formazioni sarebbe rimasta in Prima categoria. Era finita a calci, spinte, una zuffa dentro e fuori dal campo di calcio con anche denunce da parte di alcuni dirigenti del Ruinas a pseudo-tifosi del Nurri. Ma quella è altra cronaca: nemmeno calcistica, ormai giudiziaria.

Il fatto è che negli spalti c’era anche Stefania, che non è nemmeno di Ruinas ma è di Ales. Solo che con il marito ormai è una tifosissima del Ruinas: segue ovunque la squadra, scatta le foto che poi vengono postate, scambiate, insomma, tutta la liturgia che riguarda il sano calcio amatoriale. Ecco, la macchina fotografica di Stefania è finita in due pezzi: nella ressa sugli spalti c’era andata di mezzo, dicono anche leggende metropolitane che il tifoso avversario che l’ha rotta cercasse persino il rullino che aveva immortalato le concitate fasi del fine partita. Il rullino non c’era, la macchina era modernissima. Ma era inservibile.

Due giorni fa, cena di commiato dal campionato. Ovviamente è stata invitata anche Stefania. Il presidente del Ruinas, Sergio Murgia, a un certo punto si è alzato e ha consegnato una busta a Stefania. Lei non ha capito, li ha guardati con un punto interrogativo sulla testa. «Aprila, dài». L’ha aperta. Dentro c’erano 800 euro. «Così puoi ricomprare la macchina fotografica». I fotogrammi successivi, qualcuno avrà certamente ripreso tutto, immortalano pianti di gioia, applausi, abbracci.

«Siamo proprio contenti di averle fatto un regalo, ci sembrava il minimo», sottolinea Sergio Murgia. La cosa è in sé bellissima, per alcune ottime ragioni: intanto tutta Ruinas, anche chi di calcio non ne mastica affatto, ha contribuito per quest a colletta nata subito dopo i fatti della domenica ad alta tensione. «Tutti, ma proprio tutti hanno dato qualcosa, quello che potevano». Il filo della solidarietà è andato veloce, e così si sono raccolti i soldi. L’altra ragione è che Stefania,
se proprio si vuole, non è nemmeno di Ruinas: è una forestiera, quindi la generosità è ancora più importante.

Per gli amanti del calcio, la partita era finita 3 a 1 per il Ruinas, con permanenza, udite udite, nella prima categoria. Ma quello, sembra davvero un dettaglio.

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