Sanità, Arru ribatte agli attacchi

San Vero Milis, l’assessore regionale parla di liste d’attesa e piccoli ospedali

SAN VERO MILIS. La sanità affronta l’esigenza di rilanciarsi e difendersi. E per farlo anche le parole servono. Sono state tante quelle dell’incontro promosso dall’amministrazione comunale, a cui hanno aderito Medicina Democratica, Aiea, la Rete Sarda per la difesa della sanità pubblica e l’Anpi. Sul banco degli accusati c’è la Regione che però non si tira indietro e affronta la platea con l’assessore alla sanità Luigi Arru, che ha replicato alle critiche. La preoccupazione è che si stia andando verso la privatizzazione, un processo che impedirebbe a tanti l’accesso alle cure.

Già adesso, stando ai dati dell’Osservatorio nazionale per la salute, il 15,5% dei sardi non si cura per difficoltà economiche. «Il numero deve essere letto meglio – osserva l’assessore Arru –, perché si riferisce in gran parte alle cure odontoiatriche, che, come si sa, non rientrano nei livelli essenziali di assistenza. Su una popolazione di circa 1 milione 660mila abitanti, oltre 950mila beneficia dell’esenzione ticket. Questo è un dato che deve indurre ad una riflessione. La Sardegna, con la Valle d’Aosta, è l’unica regione che non ha ticket sui farmaci».

Ad accentuare la percezione di una sanità che non funziona, per i cittadini, sono anche i tempi di attesa per una visita specialistica, gli organici degli ospedali ridotti all’osso, il ridimensionamento dei servizi e il futuro incerto in cui si trovano i piccoli ospedali. «Riguardo ai centri unici di prenotazione mai ho parlato di privatizzare il servizio – ha detto Luigi Arru –. Stiamo cercando semmai di renderlo più efficiente estendendo la possibilità di chiamata anche da telefonia mobile e aumentando il numero di operatori. Per ridurre i tempi di attesa l’obiettivo è di assumere personale dove necessario e capire perché in certe strutture funzionano e in altre no».

Per ridurre i tempi di attesa si cerca di coinvolgere i medici di famiglia. «Il 95% delle prescrizioni non contiene l’indicazione di priorità e non può essere un impiegato a decidere che tempi dare all’effettuazione di un esame», prosegue Arru. Preoccupazione sul futuro del San Giuseppe di Isili è stata espressa da Luigi Pisci, portavoce del comitato permanente a difesa del presidio sanitario, che ha rimarcato le promesse disattese dal manager Moirano. Sui piccoli presidi ospedalieri, Luigi Arru ritiene che la soluzione consista nel servizio di elisoccorso che partirà oggi. Le eliambulanze saranno dislocate negli aeroporti di Cagliari, Alghero e Olbia. L’aeroporto di Fenosu, pur essendo al centro dell’isola, sarebbe stato escluso perché non disporrebbe dei servizi logistici necessari.
Sabina Contu, presidentessa regionale di Aiea, punta il dito sulla spesa della sanità sarda: «È falso il mito che si spenda troppo, semmai si spende male». Infine, il Comune di San Vero Milis, mercoledì prossimo, voterà un ordine del giorno di sostegno al comitato di salute pubblica.

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