Un’Ardia di polvere e cadute

La corsa del mattino caratterizzata da incidenti: in condizioni critiche il cavaliere Antonio Giovanni

SEDILO. La natura insidiosa dell’Ardia a cavallo si è risvegliata al passaggio sotto Su Forte. Ieri mattina tre cavalieri sono caduti durante la corsa e uno di loro si è ferito gravemente. Dopo aver affrontato la curva a gomito del bastione prospiciente il santuario la prima pandela è stata sbalzata dal cavallo e, nel tentativo di evitare di travolgere il compagno, è caduta anche la seconda. Ma l’incidente più grave è capitato ad Antonio Giovanni Carta, sceso con il gruppetto lanciato all’inseguimento del terzetto di testa.

Forse l’animale ha inchiodato bruscamente facendo perdere l’equilibrio al fantino, che ha battuto con violenza il capo per terra. Il destriero ha proseguito la corsa, ma Antonio Giovanni Carta è rimasto inerte sulla pista. Il quarantaquattrenne è stato rianimato e stabilizzato dall’equipe del 118, dopodiché è stato trasportato all’ospedale di Nuoro a bordo dell’eliambulanza. Nel pomeriggio è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico.

Dopo il trasbordo il corteo equestre ha concluso la processione con la galoppata finale verso il santuario. Lo spirito dei partecipanti era inevitabilmente mutato. «La sola cosa che conta è che Antonio Giovanni si riprenda», ha auspicato la seconda pandela, Antonio Porcu. Il capocorsa ha ricacciato in gola la commozione per il cavaliere ferito. «Ho portato fino in fondo la promessa di onorare il santo; purtroppo nell’Ardia si deve mettere tutto in conto, anche qualche sbaglio», ha dichiarato Luciano Putzulu.

Eppure fino al momento che ha cambiato il volto alla festa era andata in scena una corsa impeccabile. I cavalieri hanno bruciato in pochi secondi la temibile discesa di Su Frontigheddu restando sulla scia del gruppo di comando. Il condottiero ha dettato il passo e i fidi scudieri lo hanno seguito a ruota. La terza pandela Graziano Salaris ha tenuto botta nonostante il cambio di tre cavalli in sei giorni, l’ultimo sostituito proprio ieri mattina. Gli inconvenienti e gli imprevisti dell'Ardia: tutto può essere preparato a puntino, ma la fatalità è difficile da imbrigliare. Questa la spiegazione che molti, ieri, si davano sulla dinamica dell'accaduto. «Purtroppo in questa corsa c’è sempre una componente di pericolo e di casualità – ha osservato il presidente dell'associazione Santu Antinu, Giuseppe Spada –. Negli ultimi due anni sono intervenuti diversi cambiamenti e l’associazione ha rispettato tutte le prescrizioni perché fosse garantita la sicurezza e salvaguardata la tradizione».

«La manifestazione è stata preparata in maniera adeguata da tutte le componenti della manifestazione in stretta collaborazione con le autorità», ha rimarcato il sindaco Salvatore Pes rilevando: «Il tratto
della caduta è particolarmente insidioso: basta anche un piccolo errore o che il cavallo non risponda ai comandi, che diventa difficile recuperare. Il nostro pensiero, adesso, va ad Antonio Giovanni e a Giampietro e Andrea, i due cavalieri che si sono infortunati nei giorni scorsi».

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