L’Ardia delle cadute, stabile il cavaliere ferito

A Sedilo preoccupazione per Antonio Giovanni Carta, ma il coro è unanime: eventi imprevedibili

SEDILO. Il grave incidente accaduto all'Ardia del mattino ripropone inevitabilmente gli interrogativi sulla sicurezza ma per una comunità ancora in apprensione per le sorti del cavaliere ferito le misure di prevenzione e i fattori scatenanti passano in secondo piano. Lo si intuisce dallo stato d'animo di chi il pericolo l'ha corso in prima persona. «Sinceramente non mi sento di fare valutazioni adesso sulle cause degli incidenti, siamo tutti in pensiero per Antonio Giovanni», ha commentato la prima pandela, Luciano Putzulu. «Il mio cavallo non ha tenuto e non è un animale che cade facilmente, tuttavia sono cose che all'Ardia possono succedere. Magari l'aiuto di un tecnico potrebbe essere utile per valutare le condizioni della pista, e migliorare nei prossimi anni». Intanto restano stazionarie le condizioni di Antonio Giovanni Carta, reduce da un intervento chirurgico necessario per ridurre l'ematoma provocato dal trauma cranico. Il cavaliere era caduto mentre affrontava la discesa a Sa Muredda dopo aver battuto lateralmente il capo contro Su Forte. Secondo il punto di vista di alcuni, una fatalità che esula dalla capacità dell'uomo di governare gli eventi. Questa lettura ha dato il vicesindaco: «Il sistema della sicurezza ha funzionato alla perfezione, ma purtroppo sono situazioni che si possono verificare su un percorso difficile, impegnativo e tortuoso come quello dell' Ardia – , ha affermato Salvatore Putzolu –. È una prova che ha insito l'elemento del pericolo, è un dato storico. La conformazione della pista può essere un fattore scatenante: curve e controcurve in stretta sequenza e pendenze che non si possono modificare. Ora ciò che conta è che il nostro concittadino, ottimo cavaliere e ottima persona, si riprenda». Dello stesso avviso il sindaco Salvatore Pes: «Si tratta di episodi, difficilmente prevedibili. Basta una frazione di secondo perché le cose non vadano come dovrebbero e i cavalieri sono coscienti, conoscono i pericoli cui vanno incontro ma lo fanno perché lo sentono nel profondo».
Di casualità ha parlato anche il responsabile della sicurezza, Ezio Pireddu: «Abbiamo adottato tutte le misure di sicurezza previste. La stessa pista è stata controllata prima, durante e dopo, ma le cadute in una corsa così pericolosa sono imprevedibili e allo stesso tempo previste».

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