Piani non autorizzati: ai Nas oltre 1600 pratiche

La struttura Madonna del Rimedio consegnerà 1600 programmi terapeutici  La Procura ha aperto un’inchiesta, ma intanto oltre 700 pazienti sono in difficoltà 

ORISTANO. La Casa di cura Madonna del Rimedio consegnerà domani al Nucleo antisofisticazioni dei carabinieri copia degli oltre 1600 piani terapeutici riferiti ai 700 diabetici che fanno capo – alcuni da 40 anni – alla struttura. I Nas agiscono per conto della Procura della Repubblica, che sulla questione dei piani, secondo la Regione redatti dalla Casa di cura senza autorizzazione, ha aperto un’inchiesta. I piani che saranno acquisiti si riferiscono al periodo compreso tra il 1° gennaio 2017 e il maggio scorso. Bisogna tener conto del fatto che ogni rinnovo di piano (hanno durata annuale) è di fatto un programma nuovo. Sulla base dei piani vengono prescritti i farmaci, compresi quelli di nuova generazione, dai medici di base.

Insulina in eccesso, via al caso. Al Servizio farmaceutico della Assl risultano alcune prescrizioni con quantitativi abnormi, in alcuni casi tre volte tanto la media, di insulina. Ecco perché sul punto 16 medici di famiglia sono stati chiamati a fornire spiegazioni al Comitato dell’Assl, e lo faranno in questi giorni. Proprio il rilievo di prescrizioni “oltre soglia” è stato determinante per far scoppiare formalmente il caso dei piani terapeutici, di cui sembra evidente che la stessa Assl non abbia avuto contezza. Se no non si capisce perché abbia continuato a farli redigere.

Struttura accreditata. La Casa di cura Madonna del Rimedio opera in regime di convenzione con il Servizio sanitario. Ha sempre redatto i piani terapeutici per i diabetici, e nessuno ha mai avuto nulla da ridire, né la professionalità della Diabetologia della Casa di cura è mai stata messa in discussione. Nel mese di aprile scorso, la Assl ha “staccato la spina” alla Casa di cura Madonna del Rimedio. Comunicando che la struttura non poteva erogare piani, la cui competenza esclusiva è posta in capo al Servizio sanitario pubblico.

Scelta politica. Una precisa scelta politica, quella dell’assessorato regionale alla Sanità, per molti versi incomprensibile, se non con la volontà di tenere sotto controllo la spesa farmaceutica. La Casa di cura può seguire i pazienti, come d’altronde fa, curarne anamnesi, accompagnarli nel percorso terapeutico che però non può varare nel suo atto finale. Una convenzione limitata nei fatti.

Pasticcio pazienti. La scelta della Regione di avocare a sé – attraverso il servizio sanitario pubblico – i piani terapeutici è arrivata da un giorno all’altro. E così i 700 pazienti si sono trovati, senza preavviso, a doversi rivolgere al Servizio diabetologico della Assl per poter avere i piani terapeutici. I medici di famiglia sono stati invitati dalla stessa Assl a non firmare prescrizioni sulla base dei piani emessi dalla Clinica, ritenuti irregolari. Alcuni pazienti sono in cura da 40 anni, sono anziani e si trovano in difficoltà. È evidente che per quanto possibile, la casa di cura li stia assistendo.

Lunghe liste d’attesa. Quali sono le difficoltà nelle quali si trovano i pazienti? Il fatto è che per fronteggiare questo esercito di pazienti sottratti ope legis alla Casa di cura, la Assl ha attivato un numero per le prenotazioni per i nuovi piani terapeutici. Ha assunto un diabetologo e ne arriverà un altro «per tre mesi, ho sollecitato qualche giorno fa», dice il direttore d’area Mariano Meloni. Ma, al di là dei problemi a contattare il numero dal lunedì al giovedì, dalle 13 alle 14, le prenotazioni per il nuovo piano terapeutico vanno per le lunghe: al mese di dicembre.

Scollamento dei tempi. Se il direttore Meloni sottolinea che «Più di così non si può fare, questa vicenda ci è caduta addosso da un giorno all’altro», bisognerebbe capire come sia stato possibile che si sia arrivati a questo punto. La Casa di cura Madonna del Rimedio, negli ultimi tre anni, ha presentato la domanda di rinnovo alla Assl per redigere i piani terapeutici. Non ha ottenuto risposte, e il diniego della Regione, arrivato dopo quasi due anni, è stato comunicato solo alla Assl e non anche alla Casa di cura. La redazione dei piani è proseguita. Ma del fatto che venissero ancora redatti, la Assl e di conseguenza la Regione, si rendono conto solo ad aprile.

Oristano, diabete da record. Bisogna spiegare che Oristano è un caso a sé per l’incidenza del diabete. Numeri da record, con una pericolosa ascesa del diabete pediatrico. La risposta sanitaria del territorio ha avuto nella Casa di cura un alleato importante, e ora, le lungaggini che si registrano nella presa in carico dei pazienti sottratti al privato, dimostrano come quel sistema integrato funzionasse e come, evidentemente, prima di staccare la spina non ci siano state le interlocuzioni indispensabili. C’è da chiedersi, visto che in teoria la Casa di cura non poteva varare i piani terapeutici, cosa abbia fatto il servizio pubblico per adeguarsi nel lungo periodo in cui i piani sono stati comunque erogati. La risposta ufficiale della Assl è che fosse all’oscuro del fatto che i piani stessero andando
avanti, salvo accorgersene dopo le prescrizioni di insulina ritenute abnormi. L’azione conseguente e è stata spegnere il motore a un aereo che trasportava 700 persone senza predisporre un atterraggio ragionato. Senza programmarlo. Anche questo punto dovrà essere chiarito.



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