Ardia a piedi, corrono in trecento

Emozioni e coraggio: la grande corsa ultimo atto delle celebrazioni in onore di San Costantino

SEDILO. Il sole è già alto quando l'esercito di corridori guadagna l'arrivo a Su Fronte Mannu e volge lo sguardo al santuario. Il brusio si placa e tra i partecipanti cala il silenzio.

Un attimo di raccoglimento e poi una raffica di spari annuncia la fine della manifestazione.

Il tempio di Costantino è alle spalle ormai, così come l'ultima liturgia dell'Ardia. Poche ore prima era andata in scena la rappresentazione della vittoria di Costantino Magno su Massenzio, metafora del bene che trionfa sul male. Una rievocazione in cui hanno brillato le stelle delle pandele, autorevoli e convincenti, ma che ogni volta rivive grazie alla grande partecipazione popolare.

Una fiumana di gente ha corso lungo il sentiero accidentato battuto poco prima da una ventina di cavalli e cavalieri. La fanteria di Costantino ha fatto irruzione a Su Frontigheddu appena dopo le 8. Duecento, forse trecento persone si agitavano alle spalle del comandante in capo, Salvatore Meloni, e dei suoi gregari, Maurizio Piras e Danilo Pes. Poco più indietro, la resistenza opposta dalle scorte frenava l'avanzata dei corridori più arditi, ma gli alfieri non si sono fatti sopraffare dall'irruenza degli ispuntigliadores e hanno comandato la corsa dal primo all'ultimo metro.

Una prova superata con onore, ma anche la gioia più intima di aver reso grazie al santo protettore «Ho vissuto questa esperienza con emozione e fede», ha detto in tono quasi sommesso Salvatore Meloni. «Ci tenevo a fare bene, ed è riuscita anche grazie ai miei compagni, che sono stati all'altezza del compito»

«All'inizio è subentrata l'ansia e la paura di sbagliare. Ma una volta partiti la tensione si è dissolta», ha raccontato Maurizio Piras. Un tumulto di emozioni era anche la terza bandiera Danilo Pes, che in passato aveva ricoperto lo stesso ruolo come cavaliere. «Sono momenti diversi, ma li vivi intensamente entrambi», ha commentato.

Un'altra edizione è andata in archivio, non senza patemi «Abbiamo celebrato questa festa con il pensiero rivolto ai cavalieri ancora in ospedale», ha dichiarato il sindaco Salvatore Pes riferendosi ad Antonio Giovanni Carta, che nei giorni scorsi si è risvegliato dal coma indotto, e a Giampietro Marongiu, che si era infortunato durante la consegna del 6 luglio.

«Fortunatamente, dalle notizie che ci giungono le cose sembrano volgere al meglio. Per la sicurezza abbiamo fatto molto ma possiamo fare ulteriori sforzi, ciò significa che l'attenzione non deve mai venir meno da parte di nessuno». È stata anche l'Ardia
di un ritrovato spirito di partecipazione. «Oggi dominava il bianco, ma non è solo questo che conta», ha sottolineato il parroco don Battista Mongili, che aveva raccomandato un abbigliamento appropriato e maggior contegno. «L'importante è partecipare con dignità e spirito di fede».

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