Sabbia come souvenir: a Is Aruttas rivolta contro una famiglia tedesca

Padre, madre e bambini riempivano sacchetti e i vicini di ombrellone hanno chiamato i forestali

CABRAS. Un ricordo della spiaggia di Is Arutas da portare in Germania. Doveva essere questo l'intento di una famiglia tedesca che, martedì sera, durante una giornata di mare sulla costa del Sinis, è stata fermata sotto l'ombrellone con le mani nel sacco da due uomini del Corpo Forestale che hanno poi provveduto a denunciare per furto i turisti. Si tratta dell'ennesimo tentativo di ruberia del prezioso arenile di Is Arutas, spiaggia famosa per i granelli a forma di chicco di riso e per la presenza del quarzo rosa. Fortunatamente, questa volta, non è andata a buon fine. A salvare la sabbia dal viaggio internazionale sono stati altri bagnanti, vicini di ombrellone, che si sono accorti delle manovre dei tedeschi.

La scena del tentato furto è la spiaggetta di Su archeddu de sa canna, un tratto di costa tra Is Arutas e Maimoni, in piena Area marina protetta Sinis-Isola di Mal di Ventre. Una famiglia tedesca, madre, padre e due figli maschi, di circa 8 e 10 anni, arrivata in auto, stava trascorrendo una giornata di mare. Qualcosa però, intorno alle 16, ha destato i sospetti di un gruppo di bagnanti.

«La mamma e uno dei due bambini - raccontano - spalle al mare e a testa bassa stavano cercando e scegliendo le pietroline». Le più belle finivano in un sacchettino per la bigiotteria. Immediatamente, più persone hanno fatto notare ai turisti il divieto, evidenziato da cartelli all'ingresso delle spiagge dell'area marina protetta. Comprensibile lo stupore e la rabbia da parte dei vicini di ombrellone quando si sono sentiti rispondere dai turisti che conoscevano il divieto, mentre però continuavano nella raccolta.

Senza pensarci due volte i bagnanti hanno chiesto l'intervento della Forestale che, dalla chiamata alla sala operativa di Fenosu, è arrivata sul posto in pochi minuti.Due agenti hanno avvicinato i tedeschi ribadendo l'esistenza del divieto e facendo vuotare il sacchetto appena riempito. Mentre stavano andando via, altri bagnanti che avevano seguito le mosse della famiglia,

hanno segnalato che oltre alla bustina di sabbia era stata riempita anche una bottiglia, nascosta in un borsone. Constatato che era vero, gli agenti, svuotata in spiaggia la bottiglia, hanno proceduto all'identificazione e alla denuncia dei turisti, tanto poco rispettosi quanto furbi.

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