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Siamaggiore, fanghi pieni di dubbi

L’ipotesi di un centro di raccolta dei reflui non convince i residenti

SIAMAGGIORE. Confusione e scetticismo hanno animato la riunione cittadina nell'aula consiliare di Siamaggiore. Un incontro pubblico voluto dalla sindaca Anita Pili e dai comitati cittadini con l'amministratore dell'azienda cagliaritana Shift, Nino Villasanta, che si occupa del reimpiego in agricoltura dei fanghi di potabilizzazione delle acque e dello smaltimento dei fanghi di depurazione per la Sardegna e per conto di Abbanoa.

Nonostante le rassicurazioni circa i vantaggi che i terreni poveri di Siamaggiore riceveranno dalla concimazione gratuita con lo spargimento dei fanghi e le cui autorizzazioni passano per la Provincia, i cittadini non ci vedono chiaro. A nulla servono le spiegazioni di Nino Villasanta: «Siamo un'azienda d'eccellenza in Sardegna – dice – e tutti i terreni che abbiamo concimato in 18 anni di attività lo attestano».

Ma gli animi si accendono ancora di più quando si parla del progetto ancora in fase di predisposizione della discarica che sorgerebbe nella fabbrica dismessa di pneumatici, dove confluirebbero i fanghi delle acque del nord Sardegna. La scelta sarebbe caduta su Siamaggiore perché individuata come baricentro per l'abbattimento dei costi di trasporto.

«Tutti partono illustrando le buone intenzioni – dicono in coro i presenti – ma poi inquinano. Non vogliamo diventare come l’Ilva di Taranto».

Il progetto è ancora fase embrionale e una volta presentato dovrà passare al vaglio degli enti preposti a valutarne l’adeguatezza e infine sarà approvato o meno nella conferenza di servizi, dove il parere del sindaco sarà determinante.

Nel frattempo, fa sapere la sindaca Anita Pili «invieremo a tutti i cittadini dei questionari per capire cosa ne pensino».

E chiudendo la riunione annuncia: «Se il progetto non mi convincerà e non convincerà i miei concittadini, il mio no sarà certo e non si farà nulla».

Caterina Angotzi