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Stalking, abusi e molestie condannato a quattro anni

Imputato un 78enne di Bonarcado che perseguitava cinque ragazzine. Quando le incontrava, il pensionato chiedeva di avere rapporti sessuali

BONARCADO. Gli anni di condanna sono quattro. I giudici hanno concesso le attenuanti all’imputato che ha così evitato una pena più severa – il pubblico ministero Marco De Crescenzo aveva chiesto nove mesi in più –, ma allo stesso tempo hanno confermato con la loro sentenza che nulla della vicenda giudiziaria era inventato. Giomaria Angelo Mura, pensionato di 78 anni, era diventato l’incubo delle ragazzine del paese. A scacciare quell’incubo fu la denuncia che l’ha portato in carcere qualche mese fa con le accuse di abusi sessuali, stalking e molestie.

Ieri, quel triplo capo d’imputazione si è trasformato in qualcosa di ben più concreto. Il collegio del tribunale presieduto dalla giudice Carla Altieri ha infatti stabilito la condanna dopo diverse udienze in cui fondamentali erano state le deposizioni delle ragazzine perseguitate in vario modo da Giomaria Angelo Mura, unitamente al lavoro svolto dai carabinieri che seguirono il caso dopo le allarmate segnalazioni dei genitori delle giovanissime vittime.

Cinque erano le ragazzine diventate il bersaglio delle attenzioni dell’imputato che non si limitava a seguirle e a comparire nei luoghi che loro frequentavano. Alle apparizioni aveva fatto seguire frasi piuttosto esplicite e richieste di avere atti sessuali con loro. Non arrendendosi di fronte alle risposte negative, aveva mostrato loro le parti intime e mimato atti sessuali, fatto che probabilmente fu decisivo nel far scattare le denunce. Eppure nemmeno di fronte a queste l’imputato si era fermato, così era arrivata la custodia cautelare in carcere. Durante il corso di tutto il processo, svolto peraltro in tempi rapidi, Giomaria Angelo Mura è rimasto dietro le sbarre e la sentenza di ieri non sposta per lui gli orizzonti.

La difesa affidata all’avvocato Mario Gusi ha provato a ridimensionare le accuse puntando sulla scarsa credibilità delle affermazioni delle vittime e sulle modalità con cui è stata condotta l’indagine in particolare nel momento in cui furono raccolte le testimonianze delle minorenni. Tesi che non ha trovato i favori dei giudici che hanno invece ritenuto valide le accuse del pubblico ministero, affiancato dagli avvocati di parte civile Francesco Campanelli e Christian Stara. Su loro sollecitazione i giudici hanno stabilito che le giovani vittime avranno diritto al risarcimento da stabilire nella conseguente causa civile. Intanto l’imputato dovrà provvedere al pagamento di una provvisionale di duemila euro per ciascuna delle parti offese.

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