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Il paese boccia senza appello la discarica di fanghi

SIAMAGGIORE. Nessuno vuole la discarica. Il no secco e deciso è stato decretato dopo la seconda riunione pubblica convocata dalla sindaca Anita Pili, per discutere insieme ai residenti le strategie...

SIAMAGGIORE. Nessuno vuole la discarica. Il no secco e deciso è stato decretato dopo la seconda riunione pubblica convocata dalla sindaca Anita Pili, per discutere insieme ai residenti le strategie da adottare in riferimento al progetto, ancora in fase embrionale, di realizzazione da parte della ditta Shift di un sito di smaltimento di fanghi di potabilizzazione, presso l'ex cava di Su Burroccu. Già nella riunione tenutasi la scorsa settimana, gli abitanti di Siamaggiore avevano manifestato perplessità verso l’investimento che l'amministratore della ditta specializzata in trattamento fanghi per il reimpiego in agricoltura, Nino Villa Santa ha individuato nel piccolo paese dell'oristanese. La sua posizione baricentrica infatti permetterebbe l'abbattimento dei costi di trasporto dei fanghi delle acque del nord Sardegna, per Abbanoa, committente della Schift. Ma Nino Villa Santa prova nuovamente a sedare gli animi e chiarisce nuovamente con una mail indirizzata alla sindaca. «I fanghi di depurazione vengono utilizzati per la concimazione di circa 2500 ettari all'anno di terreni agricoli e provengono da depuratori autorizzati sui quali vengono effettuati costanti controlli dell' A.R.P.A.S». Ma nemmeno l'idea che I terreni di Siamaggiore potranno essere concimati gratuitamente e trarne grande fertilità, convince gli abitanti. Tantomeno l' investimento che prevede che nella fabbrica dismessa di pneumatici sorgerà un impianto di trattamento della poseidonia spiaggiata da miscelare con i fanghi di depurazione per produrre un composto da utilizzare in agricoltura. A poco è servito ribadire che «entrambe le tipologie di fanghi – ha detto Villa Santa – sono classificate con il Codice Ambiente come rifiuti speciali non pericolosi». Ma è proprio sul termine Rifiuti che si nutre la polemica. «Il nostro è un no secco e deciso a qualsiasi forma di sviluppo legato alla lavorazione, allo stoccaggio e allo smaltimento dei rifiuti». Una assemblea partecipata ha
ribadito la totale contrarietà al progetto di una “discarica” a Siamaggiore. «Faremo una raccolta firme da presentare agli enti facenti parte della Conferenza di servizi ossia Regione e Provincia che non possono non scavalcare e non considerare il nostro parere». Caterina Angotzi

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