Oristano, acqua chiusa di notte nel carcere

ORISTANO. Da un lato si interrompe l’erogazione dell’acqua per risparmiare, dall’altro non si riparano le tante perdite presenti nella struttura. Al carcere di Massama si raziona l'acqua ma solo a...

ORISTANO. Da un lato si interrompe l’erogazione dell’acqua per risparmiare, dall’altro non si riparano le tante perdite presenti nella struttura. Al carcere di Massama si raziona l'acqua ma solo a parole, visto gli sprechi. I rubinetti sono chiusi da otto mesi, nella fascia notturna dalle 23 alle sei del mattino, sia nelle 123 celle, negli alloggiamenti del personale penitenziario, e negli altri locali, fatta eccezione dell'infermeria. Al posto dell'acqua a corrente, sono stati acquistati circa duecento bidoni di plastica da venti litri, posizionati nelle celle, uno per ciascun detenuto, più altri condivisi dagli agenti di polizia penitenziaria, da riempire tutte le sere. La scelta di razionare l'acqua, risponde ad una direttiva ministeriale relativa al Piano di contenimento dei consumi idrici. Ma nel carcere ci sono problemi legati alla manutenzione degli
impianti. Per un banale guasto al sifone, uno dei due bagni dell'infermeria, per molti mesi, ha causato una perdita d'acqua quantificabile in oltre tremila litri al giorno, o meglio nelle diciassette ore di apertura dei rubinetti. Il guasto è stato riparato solo di recente. (ele.c.)


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