«Carcere, nessuna emergenza idrica»

La replica del direttore Pier Luigi Farci: «Un risparmio notevole di acqua e costi»

ORISTANO. Nessuno spreco d’acqua dietro le sbarre del carcere di Massama. Tutt’altro, grazie alla misura di razionamento notturno della risorsa idrica, la casa di reclusione ha stimato un risparmio annuo pari quasi a 40mila euro. È questa la cifra con cui Pier Luigi Farci, direttore della struttura penitenziaria rispedisce al mittente le accuse, neanche troppo velate, dei sindacati riguardo al controsenso, quanto meno apparente, che poteva rappresentare da un lato la scelta di ottemperare da circa otto mesi all’ordine di servizio ministeriale di chiusura dei rubinetti dalle 23 alle 6 e, contestualmente, non prestare la dovuta attenzione agli interventi di manutenzione all’impianto idrico e agli arredi dei bagni.

Il controsenso, se così fosse stato, sarebbe stato evidente, ma a quanto pare la realtà dei fatti, quanto meno quella raccontata dal direttore della casa di reclusione di Massama, è tutt’altra. Non ci sarebbe alcun guasto ai bagni e perdite dalle tubature, come sottolinea Farci: «Nel seminterrato non c’è alcuna perdita, semmai ci sono infiltrazioni». E aggiunge: «Abbiamo una squadra di manutenzione molto efficace. I guasti sono continui, sia della struttura sia della rete Abbanoa, ma non è questo il caso».

E riguardo alla scelta di chiudere i cinque rubinetti generali della struttura dalle 23 alle 6 da oltre otto mesi il direttore non ha dubbi: «Abbiamo eseguito una disposizione ministeriale, che peraltro ci sta facendo raggiungere lo standard previsto, pari a mezzo metro cubo di acqua al giorno per detenuto». A oggi la quantità consumata è di poco superiore come spiega Pier Luigi Farci, circa 600 litri a persona che, moltiplicati per cinquecento persone circa tra detenuti e operatori, significa 300mila litri al giorno. È come dire che il carcere consuma, al giorno, più o meno lo stesso quantitativo d’acqua contenuta in una corsia di una piscina olimpionica, e in una settimana, quasi l’intera piscina considerando che è composta da otto corsie. Un risparmio ottenuto grazie a questo razionamento, non solo idrico ma soprattutto economico, tutt’altro che trascurabile, ricorda Pier Luigi Farci: «Siamo attorno ai 40mila euro
all’anno di risparmio». Una cifra importante, se fosse effettivamente raggiunta, magari da poter reinvestire nelle spese di manutenzione ordinaria che, tenuto conto della struttura, per Massama, richiede una spesa di almeno 100mila euro, una stima arrotondata abbondantemente per difetto.

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