Tombata l’ex piscina Etfas Critiche dall’ex sindaco

Arborea, la struttura acquisita dal Comune negli anni 80 non è andata a regime La sindaca Pintus: messa in sicurezza dovuta, cercheremo di recuperarla

ARBOREA. Fa riferimento agi anni Ottanta del secolo scorso Ezio Collu, ex sindaco di Arborea, nel muovere critiche all’attuale prima cittadina, Manuela Pintus. Al centro delle contestazioni c’è una delle opere mai decollate ad Arborea, la piscina scoperta. «Negli anni Ottanta con tutto il Consiglio comunale, con l’acquisizione dell’immobile dall’Etfas, abbiamo creduto d’intervenire per riportare la struttura alla sua prima funzionalità», ha scritto Collu in una lettera pubblica nella quale fa riferimento alle sorti della piscina scoperta di Arborea. «Siamo intervenuti sulla piscina con un progetto di ristrutturazione e conservazione». Parole scritte per evidenziare, secondo Collu, che «Oggi, a distanza di tempo, assistiamo alla sua tombatura». L’ex sindaco prosegue affermando che si tratta del secondo funerale del 2018, dopo quello relativo all’autodromo di Formula 3. Infine, il riferimento ad assemblee popolari che s’indicevano per sottoporre ai cittadini i programmi di opere pubbliche. Tirata in ballo, Manuela Pintus snocciola dati e fatti, in risposta alle critiche ricevute. «Preferirei delle critiche costruttiva, ma voglio immediatamente mettere in chiaro che l’amministrazione comunale è impegnata già da tempo nel recupero degli immobili ad uso privato e pubblico», ha detto la sindaca. Un impegno che deve fare i conti anche con le scarse risorse a disposizione di tanti comuni sardi, costretti spesso a fare i salti mortali per mancanza di fondi. «Abbiamo partecipato ai bandi e trovato fondi per ristrutturare il silos e la piscina, tenendo presente che quest’ultima si trovava in condizioni a dir poco precarie, con il cedimento dei pilastri, erbacce invasive e rifiuti depositati lì da tempo», ha precisato la sindaca, rimarcando il fatto che la piscina era in uno stato di abbandono da decenni. L’attuale intervento sulla struttura, poi, gode dell’autorizzazione della Soprintendenza, e rientra in un progetto di messa in sicurezza di un edificio storico. La documentazione relativa al progetto, ha sottolineato Pintus, è presente nel sito istituzionale. «Tra le possibilità c’era quella del riempimento, ma si tratta – sia chiaro – di un riempimento reversibile», ha precisato ancora, per tutelare il centro storico evitando problemi relativi a possibili crolli. Lungo il perimetro della piscina ci saranno giochi di luce e una parte accessibile
al pubblico, con l’elemento acqua tutt’attorno. Quindi grande attenzione per il decoro e la sicurezza, con la speranza e l’augurio, da parte di Manuela Pintus, che presto si realizzino condizioni economiche tali da permettere il riappropriarsi della piscina da parte della comunità.

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