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Mostra fotografica e pittorica d’arte astratta

RIOLA SARDO. Con lo sguardo rivolto verso un punto lontano, proiettato nell’infinito per scrutarlo e cercare di capirne i segreti, Giulia Carta, fotografa impressionista, come ama definirsi, insieme...

RIOLA SARDO. Con lo sguardo rivolto verso un punto lontano, proiettato nell’infinito per scrutarlo e cercare di capirne i segreti, Giulia Carta, fotografa impressionista, come ama definirsi, insieme alla pittrice di Simaxis Eleonora Grimaldi, è stata protagonista della mostra d’arte astratta, intitolata Arapia. «La parola non ha una traduzione precisa in italiano – spiega l’artista – forse si può accostare a stupore, incredulità o meraviglia. Io però la intendo come caos, cioè: un qualcosa dentro cui ogni elemento si aggrega, si modifica e forma altro». Le opere esposte nella mostra allestita nei locali dell’ex mercato civico, rimasta aperta per diversi giorni, hanno incontrato il favore del numeroso pubblico che l’ha visitata e apprezzata. Le fotografie di Giulia Carta, frutto di uno studio attento del colore, delle sue sfumature, delle profondità e della luce, richiamano ai miti sulla cosmogonia narrati da poeti e scrittori. Ottimo il connubio tra fotografia e pittura, tra oggetti del passato e oggetti moderni sapientemente disposti, che, uniti da un filo sottile, impedisce alla memoria di aggrovigliarsi e disperdersi. Eleonora Grimaldi, come Giulia Carta per la fotografia, scopre molto presto la passione per la pittura e per la ricerca di un colore che desse connotazione alle sue opere.

Colore che riesce a trovare dopo molte prove. Le sue opere, soprattutto i visi di donna con i lunghi colli e i grandi occhi, raccontano di una sofferenza interiore che trova consolazione nei suoi dipinti, tutti capaci di colpire chi guarda. Arapia è stato sicuramente un esperimento riuscito al meglio, come ha detto Bruno Daga, poeta e ideatore della Fondazione Daga e dell’Officina dei poeti. (p.m.)