Andrea Abis: «Ora il Consorzio ha un futuro»

L'ex commissario dell’Ente di bonifica, sostituito dopo un complesso risanamento dei conti

ORISTANO. Va via, sostituito (da Battista Ghisu) con due giorni d’anticipo sulla scadenza del mandato (che è oggi). L’ex commissario del Consorzio di Bonifica dell’Oristanese Andrea Abis, due anni e mezzo in carica (e da poco sindaco di Cabras), può vantare almeno due fatti incontrovertibili. Il primo, aver portato a termine una mission impossible, ossia risanare i conti da paura di un Consorzio nel quale non c’era, al suo ingresso, nemmeno certezza sullo stato finanziario; il secondo, aver incassato appoggio e stima delle principali associazioni degli agricoltori: Coldiretti e Confagricoltura. La prima, ritenendo «doveroso esprimergli stima per l’impegno e i risultati», gli riconosce un «grande lavoro di analisi e programmazione abbinato ad uno straordinario impegno riguardo al contenimento dei costi e all’ avvio di rilevanti investimenti, ha portato il consorzio ad uscire da una situazione di forte indebitamento». I vertici di Confagricoltura «restano basiti per la proroga del commissariamento e la sostituzione del Commissario. Il percorso di risanamento finanziario intrapreso dal Commissario Abis ha dato i primi risultati, ma non e ancora terminato».

Mission impossible. «Il primo passo è stato capire una situazione non chiara. Riaccertare voce per voce il bilancio. Ora i conti sono trasparenti», dice l’ex commissario. Il Consorzio, prima dell’era Abis, era una giungla dove la riscossione dei ruoli era un optional, la lotta all’evasione inesistente, e, di conseguenza, l’investimento e il rinnovamento tecnologico bloccati. Con 11.500 consorziati irrigui e un disavanzo che, a fine 2017, è stato certificato in 12 milioni di euro.

Treno deragliato. «Il lavoro fatto ha consentito di rimettere sui binari un treno deragliato», sottolinea Abis. Al suo arrivo, ha messo ordine alle voci che negli anni stavano portando il Consorzio al dissesto: l’accertamento delle entrate sui ruoli, sui lavori pubblici, la riclassificazione dell’intero contenzioso, gli impegni di spesa. Insomma, una operazione contabile monstre.

La partita delle riscossioni. Un conto è parlare delle somme iscritte in entrata, un conto incassarle. «Abbiamo emesso ruoli vecchi a carico degli agricoltori per 4 milioni e mezzo. Li abbiamo rateizzati in 10 anni. Con legge regionale abbiamo spalmato in 30 anni il recupero di crediti per 12 milioni di euro», per ruoli relativi agli anni 2004-2009.

Vertenza Enel. Nelle casse del Consorzio sono entrati altri 4 milioni e mezzo della vertenza delle centrali Enel «2 milioni e 400mila già incassati, mentre il Consorzio, grazie a una transazione, non dovrà più pagare un altro milione e mezzo che era dovuto». Il risultato raggiunto è che quel disavanzo iniziale di 12 milioni è sceso a 7, e ancora non si sono nemmeno toccati i 3 milioni e mezzo concessi dalla Regione per il ripiano. «Questo significa che, continuando su questa strada, in un anno i conti saranno a posto».

La questione morale. C’è un aspetto che sta particolarmente a cuore ad Abis. «Abbiamo recuperato al pagamento dei ruoli consorziati che non pagavano da anni. Abbiamo anche spiegando ai morosi che se non avessero almeno iniziato a mettersi a posto, non avrebbero avuto l’acqua. Soltanto con questa operazione si è recuperato oltre mezzo milione di euro. Abbiamo contenuto l’aumento dei ruoli: quando tutti i conti saranno a posto, si potrà continuare a investire in progettazione, innovazione tecnologica, per un corretto utilizzo dell’acqua».

Percorso non concluso. Resta il rammarico di un’operazione ancora non conclusa. «Da un punto di vista formale, la questione deve avere
ancora un compimento. Ma si è molto avanti nella progettazione tecnologica e ingegneristica. È stata una esperienza impegnativa, altamente formativa». Così Andrea Abis, ex commissario di un Consorzio salvato a un passo dal baratro. A volte, le mission diventano possible.

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