Fratelli litigano in casa: uno ferito da una coltellata

Marrubiu, vigilia di Ferragosto agitata in una casa di via Sicilia per un diverbio Taglio superficiale dopo il fendente al collo. Spunta l’ipotesi della legittima difesa

MARRUBIU. Prima le parole, poi un coltello. La vigilia di Ferragosto si colora di sangue, fortunatamente poco, in via Sicilia dove un diverbio tra fratelli ha rischiato di finire nel peggiore dei modi. La buona sorte ci ha messo del suo perché il fendente sferrato da uno dai due con un coltello ha ferito solo leggermente al collo l’altro fratello. Quindi, tutto è tornato alla normalità, con un piccolo intervento del pronto soccorso e i domiciliari durati due giorni per chi ha usato la lama per mettere in chiaro le proprie ragioni.

A dire il vero, chi è finito sotto accusa, sembra aver agito per legittima difesa, ma questo lo stabilirà il dibattimento che si svolgerà in una fase successiva di fronte al giudice Francesco Mameli chiamato a svolgere il processo per direttissima iniziato ieri mattina. Sul banco degli imputati è finito il marrubiese Giovanni Tuveri, 59 anni, accusato ora di lesioni con l’aggravante dell’uso dell’arma ovvero del coltello a serramanico che aveva in casa. E proprio la casa è stato il teatro dell’alterco iniziato con qualche parola pesante che ha poi scaldato gli animi oltre misura.

Nell’abitazione di via Sicilia c’era anche la madre dei due fratelli che con lei vivono. Ha cercato di evitare il contatto fisico tra i due, ma poi non è riuscita a fermare Giovanni Tuveri che colpiva il fratello maggiore Francesco, 61 anni.

Fortunatamente il taglio non è stato profondo e al pronto soccorso i medici hanno suturato la ferita con un paio di punti. Nel frattempo il responsabile è andato spontaneamente in caserma a chiarire i motivi del suo gesto assumendosi tutte le responsabilità di quanto accaduto, ma spiegando che si è trattato di un caso di legittima difesa. La tesi verrà sostenuta dall’avvocato difensore Rosaria Manconi durante il dibattimento, ma già la prima ricostruzione dei fatti effettuata dai carabinieri della stazione guidati dal comandante Mike Scannella porta verso questa verità. Il primo a passare all’azione sarebbe stato Francesco Tuveri che, dopo aver assalito il fratello gettandolo anche a terra e continuando a malmenarlo, ha avuto la peggio proprio perché Giovanni Tuveri è riuscito a fermarlo usando il coltello.

Quest’ultimo ha quindi trascorso due giorni ai domiciliari in attesa del processo per direttissima di ieri quando, dopo la convalida del fermo richiesta e ottenuta
dal pubblico ministero Sara Ghiani, il giudice ha deciso di revocare la precedente misura cautelare. Per evitare però che i due si ritrovino faccia a faccia in questo momento in cui gli animi sono surriscaldati, ha deciso per l’obbligo di dimora al di fuori del Comune di Marrubiu.

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