Ponte di S. Chiara, cura da 250mila euro

Ula Tirso, il viadotto sulla diga da tempo chiuso ai mezzi pesanti. Sotto esame anche il ponte sul Tirso in territorio di Sedilo

ULA TIRSO. L'onda d'urto delle polemiche sulla sicurezza delle infrastrutture provocata dal drammatico schianto del ponte Morandi ha investito anche la Sardegna, dove le situazioni monitorate sono diverse. Nella mappa dei punti sensibili è inserito il viadotto sulla Provinciale 11, interessato da una lesione all'altezza di una spalla. Le verifiche condotte dai tecnici della Provincia di Oristano non hanno evidenziato problemi statici ma questo non tranquillizza fino in fondo gli utenti della strada e i rappresentanti delle istituzioni locali, che da oltre un anno chiedono un intervento risolutivo.

Gli impegni a lungo sollecitati erano arrivati lo scorso ottobre ma trascorsi dieci mesi la pazienza ha cominciato a venire meno e qualche amministratore è tornato alla carica. Agli inizi di agosto ci ha provato il presidente dell'Unione del Barigadu dietro incarico dei sindaci. «Ho cercato ripetutamente di contattare il commissario, i tecnici e il segretario generale per fare il punto della situazione relativa al ponte e a tutta la viabilità provinciale ma ogni tentativo è stato inutile», ha raccontato Giovanni Orrù lamentando ritardi inspiegabili. «Le risorse per Santa Chiara ci sono da un anno, non capisco quali siano gli impedimenti che stanno procrastinando l'avvio dei lavori», si è sfogato il primo cittadino di Busachi, che ha messo l'accento sui temi della sicurezza e dell'isolamento. «Vorremmo essere informati della reale natura delle anomalie per sapere se davvero non sia a rischio la stabilità dell'infrastruttura. Non dimentichiamo, inoltre, che l'interdizione ai mezzi pesanti sta arrecando un grave danno ai nostri territori».

Le risposte alla fine sono arrivate. Il commissario straordinario della Provincia Massimo Torrente ha ribadito che l'equilibrio statico della struttura non è compromesso e ha assicurato che l'iter formale è in dirittura d'arrivo. «Abbiamo affidato un incarico per gli approfondimenti diagnostici e penso che non appena il progettista avrà tutti i calcoli potranno partire i lavori», ha dichiarato l'amministratore precisando di aver rispettato gli impegni. «A luglio abbiamo approvato il bilancio impegnando 2,8 milioni di euro per la viabilità. Per il viadotto saranno sufficienti 250mila euro rispetto ai 450mila preventivati all' inizio».

Ma quello di Santa Chiara non è l'unico attraversamento sotto osservazione: più compromessa sembra essere la situazione del ponte sul fiume Tirso, nelle campagne di Sedilo. Tre anni fa l'infrastruttura, assoggettata a vincoli di percorrenza per ragioni di sicurezza, ha subito una parziale opera di consolidamento ma presenta ancora gravi lesioni alle colonne portanti. Il vecchio manufatto di proprietà
della Provincia richiede una cura d'urto da 300mila euro. Le risorse sono iscritte in bilancio. «Ora che questo scoglio è stato superato– ha detto il sindaco Salvatore Pes – devono bandire la gara d'appalto e aggiudicare i lavori entro l'anno».

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