Fanghi di depurazione, il no del paese

Siamaggiore, la sindaca Anita Pili: nessun cambio di rotta, decide la comunità

SIAMAGGIORE. Nessun cambio di rotta, nessuno si è mai dichiarato a favore del progetto che la Schift di Cagliari vorrebbe realizzare a Siamaggiore. Sono le dichiarazioni secche e decise della sindaca, Anita Pili, alle perplessità manifestate a mezzo stampa dall'amministratore dell'azienda specializzata nel trattamento dei fanghi di depurazione delle acque, Nino Villa Santa. «Gli abbiamo consentito di presentare pubblicamente la sua iniziativa - spiega la sindaca - e da sempre abbiamo detto che avrebbe deciso la comunità, quindi non capisco perché parli di "cambio di rotta" da parte dell'amministrazione». Comunità che proprio nel corso delle due riunioni pubbliche, alla presenza di Villa Santa e dell'ingegnere che segue il progetto, nonostante le rassicurazioni della rappresentanza Schift si è detta contraria a qualsiasi progetto di trattamento dei fanghi di depurazione nei terreni di Siamaggiore. Se la prima riunione si era chiusa con la dichiarazione lapidaria di Anita Pili, « l'ultima parola spetterà a me durante la conferenza di servizi e se il progetto non mi convince sarà un no deciso», nel secondo incontro, a cui non era stato invitato Villa Santa, c’era stata l'iniziativa di una raccolta firme dei cittadini di Siamggiore e dei paesi confinanti per la contrarietà al progetto. Nino Villa Santa non aveva messo in conto la possibile resistenza all'iniziativa, che, stando alle sue rassicurazioni «Non avrà nessun impatto ambientale e per farvi capire con quali standard di rispetto per l'ambiente e delle normative in materia di trattamento di rifiuti speciali no pericolosi, vi invito a fare visita ai nostri stabilimenti di Cagliari» Ma la situazione non cambia e anzi, il continuo tentativo di capire il perché della contrarietà della comunità di Siamaggiore capeggiata da Anita Pili e le dichiarazioni di Villa Santa che la accusa di aver cambiato idea, ha portato la prima cittadina ad intervenire anche sui social e sulla sua pagina di Facebook scrive «Mi limito a dire che quanto dichiarato non corrisponde al vero. L'amministrazione comunale non ha mai fatto un atto consiliare in funzione di futuri investimenti. Il consiglio comunale ha solamente dato seguito ad una istanza privata e ad apposita comunicazione
della Regione riportando il terreno che prima ospitava la cava, a terreno agricolo. Allorquando il Comune sarà chiamato in conferenza di servizi, laddove l'investitore prosegua presentando il suo progetto, darà parere contrario vista l'incompatibilità urbanistica con il Puc vigente».

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