Comunità alloggio, cambia la formula

A Ghilarza dopo l’adeguamento della struttura si pensa a una nuova gestione 

GHILARZA. L’ala Deidda della comunità alloggio è pronta per accogliere i dodici utenti momentaneamente sistemati in altre strutture. Il rientro è condizionato al solo accordo formale tra Comune e gestore sui termini economici, che per gli ultimi scampoli del periodo di proroga prevedono la riscossione delle rette senza la quota integrativa dell'ente.

La presenza degli ospiti non interferirebbe con l'intervento di adeguamento del blocco Casa Licheri, che con la chiusura del varco operata nella prima fase è stata isolata dal resto dell'edificio. L'avvio della seconda tornata di lavori è subordinato alla comunicazione formale della concessione del mutuo di 59.000 euro contratto con la Cassa Depositi e prestiti, che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Raggiunti gli obiettivi intermedi del programma di conversione della struttura in comunità integrata, l'amministrazione si sta concentrando sul cambio radicale che interesserà la formula di gestione.

Il cambio di rotta dovrebbe essere impresso da un affidamento in concessione per dieci anni della comunità alloggio in luogo dell'appalto della gestione dei servizi interni. La giunta ha varato le linee di indirizzo da recepire nel bando di gara previsto entro ottobre «In questo modo speriamo di superare le difficoltà che finora hanno condizionato la gestione - ha detto il sindaco Alessandro Defrassu -. Una durata più lunga della convenzione dà modo ai privati di investire e di programmare meglio l'attività. Con la conversione che sta operando il Comune la casa di riposo potrà accogliere sedici persone autosufficienti o ventiquattro non autosufficienti. Si potrebbe arrivare a trenta ma a quel punto sarebbe il concessionario a sobbarcarsi tutti i costi e l'onere di ulteriori adempimenti».

Con la gestione in concessione la titolarità del servizio resterà in capo all'ente locale ma il rischio d'impresa sarà assunto dal concessionario, che riscuoterà direttamente le rette. La nuova formula pare abbia già attirato l'attenzione di qualche operatore: «Abbiamo ricevuto alcune manifestazioni d'interesse sia da ditte sarde che della Penisola», conferma il primo
cittadino puntualizzando che si tratta di contatti informali. Nelle linee guida l'importo minimo del canone annuo è stato fissato a 6.000 euro, inoltre è stata inserita la clausola sociale per garantire il riassorbimento dei lavoratori alle dipendenze dell'ultimo gestore.(mac)

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