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La denuncia del sindaco: «Donna rimandata a casa senza cure»

Paulilatino, un presunto caso di malasanità segnalato dalla giunta Gallus. La replica della Assl: «Ricovero rifiutato. L’ospedale non è un ospizio»

PAULILATINO. Curata a metà e abbandonata. Il sindaco, la giunta e i servizi sociali denunciano un caso di malasanità. I carabinieri, dopo la segnalazione arrivata già quando era in piedi la macchina dell’emergenza, invieranno un rapporto alla procura. La Assl, chiamata in causa per il servizio prestato dai suoi medici, chiarisce e replica. Tutto in mezza giornata durante la quale, dopo il silenzio di qualche giorno seguito alla vicenda di cui è stata protagonista una donna di 74 anni, è proprio l’amministrazione comunale a venire allo scoperto.

C’è tutta la giunta, ma sono soprattutto il sindaco Domenico Gallus e il vice Serafino Oppo, cui si aggiunge l’assistente sociale Loredana Murgia, a lanciare accuse per quanto accaduto nei giorni a cavallo di Ferragosto. L’anziana che vive sola cade per strada e si fa male. Ha la fortuna di esser notata da un vicino di casa che capisce che la porta al pronto soccorso di Ghilarza. È l’una del pomeriggio del 14 quando inizia l’odissea dell’anziana che, per una frattura all’omero, viene trasportata al San Martino in Ortopedia. Le viene consigliato il ricovero per l’intervento, ma la signora non accetta. Probabilmente c’è un’incomprensione dettata anche dal fatto che la donna soffre anche di qualche problema di natura psichica. Fatto sta che ritorna a casa, dove però le sue condizioni peggiorano. L’assistente sociale Loredana Murgia, nonostante sia la sera della vigilia di Ferragosto, decide di andare a farle visita e la trova a letto in condizioni di salute pessime, con dolori, nausea e vomiti.

È allora che, come denunciano il sindaco e l’assessore, iniziano i misteri. La donna torna al pronto soccorso dove però non c’è traccia del suo passaggio nonostante il trasporto sia stato regolarmente registrato dal 118. Al San Martino le viene comunque detto di tornare a casa perché prima del 16 agosto non c’era possibilità di effettuare l’intervento. L’anziana però sta male e il vicino non la può accudire. Ci pensa il Comune che le dà assistenza nel centro per anziani che però non è certo attrezzato per casi simili.

È in mezzo a questi punti interrogativi che spunta la denuncia presentata ieri mattina dal sindaco Gallus e dalla sua giunta. Già nel pomeriggio la Assl replica: «Alla signora è stato proposto un ricovero che ha rifiutato, per cui, alle sue dimissioni, è stato programmato un successivo ricovero per il 16 agosto. Nella stessa serata del 14 la paziente è stata riaccompagnata al Pronto Soccorso, dove sono emersi gli stessi problemi riscontrati in mattinata. Il 16 la paziente è stata ricoverata e successivamente operata con esito positivo e dimessa. Non risultano quindi omissioni nella presa in carico e nelle cure prestate. Eventuali problemi di deambulazione non sono collegabili all’intervento e all’assistenza ricevuta in ospedale. Dalla ricostruzione emergono difficoltà legate alla sfera sociale, non sanitaria e l’ospedale può e deve dare risposte di tipo sanitario e non di tipo sociale. Non può trasformarsi, in particolare durante l’estate, in una struttura di ricovero per persone anziane o non autosufficienti, persone per le quali esistono altre strutture la cui gestione è affidata ad altri enti».