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Ghilarza, il comitato denuncia: «Ospedale senza laboratorio»

GHILARZA. Non ha quasi avuto il tempo di insediarsi che il Comitato spontaneo dei cittadini che difende la sanità nel territorio si trova già ad affrontare uno spinoso argomento. I suoi quindici...

GHILARZA. Non ha quasi avuto il tempo di insediarsi che il Comitato spontaneo dei cittadini che difende la sanità nel territorio si trova già ad affrontare uno spinoso argomento. I suoi quindici componenti denunciano ed esprimono «grande preoccupazione per la situazione di difficoltà e disagio creata nell’utenza ospedaliera in seguito al moltiplicarsi ormai giornaliero di disservizi che da tempo si registrano in tutti i reparti e maggiormente nel Laboratorio di Analisi, Radiologia Punto di Primo Intervento, con una reale constatazione, più che sensazione, di un processo di depotenziamento progressivo della struttura ospedaliera».

A far scattare la protesta è la sensazione, ma forse qualcosa di molto più concreto di un sentore, che nei prossimi giorni potrebbe essere, ad esempio, di nuovo interrotta l’attività del Laboratorio di Analisi, considerato il periodo di ferie dell’unico medico attualmente in servizio sui tre previsti dalla pianta organica. Non è una denuncia campata per aria, ma si basa evidentemente su informazioni e su calcoli non troppo difficili: se manca l’unico medico in servizio, il conto è presto fatto.

Poi il comitato, nella nota di protesta, chiama in causa i vertici dell’Assl: «Compete, ovviamente, al direttore responsabile per territorio il dovere e l’onere di garantire la regolare continuità del servizio, la cui interruzione non potrà non essere segnalata nei modi di legge alla competente autorità giudiziaria». Lo scontro, ancor più in vista delle elezioni regionali del prossimo anno, sembra destinato ad alzarsi ulteriormente di tono. La chiosa del documento lascia infatti intravedere scenari sin qui mai percorsi con il comitato che ipotizza ci siano gli estremi perché anche la magistratura si occupi del caso. Sullo sfondo, per quanto non espressa a chiare lettere, c’è l’ipotesi di un reato, quello di interruzione di pubblico servizio. (e.carta)