Farmacia e bancomat «Altro che belle realtà»

Interpellanza dei consiglieri Puddu e Pecoraro sui due servizi a Torregrande La prima è chiusa nonostante gli annunci, il secondo funziona ma come Atm

ORISTANO. «Una bella realtà». Con queste parole, appena poche settimane fa, la giunta Lutzu comunicava gli ultimi risultati che dovrebbero timidamente ridare fiato a Torregrande. Si parlava dell’apertura di una farmacia (immediatamente chiusa) e del ritorno dello sportello bancomat (che poi non è mica un bancomat). E infatti, quasi di rimando rispetto a quell’annuncio di fine agosto, arriva il titolo di un’interpellanza presentata dai consiglieri comunali Peppi Puddu e Vincenzo Pecoraro: «La farmacia è chiusa e il bancomat è limitato».

La farmacia. Il caso sicuramente più misterioso è quello della farmacia. La giunta si era attribuita i meriti dell’operazione suscitando le reazioni di parte dell’opposizione che aveva replicato dicendo che decisioni del genere non passano certo attraverso la volontà del Comune bensì sono frutto di valutazioni di Assl e Regione. Una volta in mezzo però la giunta si prende anche i rimbrotti che arrivano ora dagli altri due consiglieri di minoranza attraverso l’interpellanza che evidenzia più di un problema.

Nei giorni dell’approssimarsi di Ferragosto, la farmacia aprì i battenti. Apertura effimera, perché da quasi subito le serrande si sono riabbassate. La Assl aveva effettuato la proprio ispezione con la commissione chiamata a valutare le varie idoneità. Aveva poi trasmesso, come da prassi, il suo parere alla Regione che in genere risponde nel breve volgere di poco tempo e mai stravolge il parere della commissione Assl. Stavolta no. Sarà perché di mezzo c’erano le ferie, sarà per motivi ai più sconosciuti, fatto sta che ancora da Cagliari nessuno si è pronunciato – la Regione ha trenta giorni per farlo –. E così, uno dei servizi di rilancio della borgata e del turismo ancora non c’è. Ai quesiti la giunta è chiamata a rispondere in aula.

Il bancomat. Il secondo inghippo è quello legato alla presenza dello sportello, impropriamente chiamato bancomat. Sottigliezze? Non proprio perché quello di Torregrande è un Atm che non eroga gli stessi servizi di un bancomat. Sono ancora Peppi Puddu e Vincenzo Pecoraro a evidenziare alcune perplessità. A breve infatti l’amministrazione dovrà procedere alla ricerca di un nuovo tesoriere ovvero una banca che sia depositaria del conto del Comune, per cui ci si chiede: «Quali sono i costi del servizio che devono sopportare gli utenti che utilizzano l’Atm recentemente autorizzato dall’amministrazione Lutzu e quali costi avrebbero sopportato
se l’amministrazione avesse realmente approvato l’installazione di un bancomat tradizionale e completo?».

La risposta chiarirà i dubbi. Per la farmacia invece bisogna attendere che la Regione dia un segnale e che, magari, il Comune si premuri di cercare di capire che succede.

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