Bosa, si rinnova l’omaggio alla Vergine

Nel fine settimana i festeggiamenti a Sa Costa per la festa di Regnos Altos

BOSA. Nel segno della devozione per Nostra Signora di Regnos Altos, e per certi versi della nostalgia oltre che dell’allegria, l’antico quartiere medievale ed il castello sul colle di Serravalle saranno ancora una volta, in questo fine settimana, scenario per i festeggiamenti in onore della Vergine col Bambino. L’effige lignea venne ritrovata tra le macerie della fortezza che domina la vallata del Temo, nella seconda metà del 1800. Sabato nel pomeriggio la processione, che si avvia dalla cappella palatina all'interno del maniero fino alla Cattedrale, si fermerà ritmicamente per una preghiera di fronte ad ogni piccolo Altaritto, lo spazio votivo realizzato dagli abitanti nel lungo percorso verso il fondo valle. Domenica, dopo la processione dalla Cattedrale al castello, nella piazza d’armi della fortezza sarà celebrata la messa solenne, con l’invocazione di protezione per la città, che sarà dedicata proprio alla “Madonna di Regnos Altos.” Nella notte fra il sabato e la seconda domenica di settembre, questa la data canonica da quasi duecento anni, le tavolate degli abitanti di Sa Costa e del quartiere medievale, preso d’assalto anche da tanti visitatori, riporteranno ancora una volta l’orologio indietro nel tempo a Bosa. A quando la schiera di case costruite sotto la protezione del Castello, dopo l’abbandono della Bosa Vetus, erano il fulcro della vita popolare e sociale della città fluviale. Almeno fino ai primi anni ’70 del 1900, quando le difficili condizioni di vita nelle case umide e malsane imposero una scelta drastica, dolorosa: quella di abbandonare Sa Costa per trovare rifugio in moderne abitazioni. Ma il cuore e lo spirito dei bosani è rimasto tra le antiche mura del quartiere medievale, racconta ancora oggi anche la festa di Regnos Altos. Vissute per secoli nelle alterne vicende della storia e delle storie personali e familiari di ciascuno, nel borgo sul fiume con vista sul mare e sulla verde vallata che guarda verso l’antica cattedrale di San Pietro a Est. Tra sabato e domenica il quartiere si rianima di voci e discussioni, battute e risate, ricordi e racconti. Tornerà il vociare dei bambini che, “A piedi scalzi” come ricorda la scrittrice Tata Carboni nel suo libro ed in una produzione audivisiva che ad ogni proiezione fa sempre il tutto esaurito, giocavano allegri,
saltellando sui ciottoli che lastricano vicoli e vie. Mentre donne e uomini adorneranno il percorso della processione di Nostra Signora di Regnos Altos con canne e arbusti, costruendo in una sorta di gara a chi fa meglio ad ogni crocicchio un Altaritto.(al.fa.)



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