Regione contro i cacciatori? «E noi non cacceremo più le cornacchie»

L’associazione Ac0r ha deciso di interrompere gli abbattimenti selettivi

ORISTANO. L’associazione coadiutori oristanese (AcOr) ha deciso di interrompere l’attività di monitoraggio e abbattimento selettivo della Cornacchia Grigia. La decisione, comunicata dal presidente Massimo Meneghel agli Enti e ai soggetti preposti, compreso il responsabile del servizio veterinario della Assl oristanese Antonio Montisci, è stata adottata in aperta polemica con la Regione, rea di non tutelare in alcun modo i cacciatori sardi, dopo che, nei giorni scorsi, il Tar della Sardegna ha sospeso il calendario venatorio 2018/19, con conseguente chiusura della caccia alla pernice e alla lepre.

“Siamo consapevoli che la nostra decisione, sofferta ma necessaria – scrive Meneghel in una nota – creerà qualche problema, vista la situazione sanitaria relativa ai casi di febbre del Nilo riscontrati nella nostra provincia, ma siamo stanchi di essere usati e maltrattati». I coadiutori sono cacciatori che prestano la loro opera volontariamente e gratuitamente. «Il provvedimento del Tar – prosegue Meneghel – ancora una volta ha evidenziato una mancanza di volontà da parte della Regione nel difendere chi si è sempre messo a disposizione dei cittadini e dell’ambiente».

AcOr ricorda come la Regione abbia nel passato chiesto il supporto dei cacciatori per l’abbattimento selettivo dei cinghiali (animali che in Sardegna non hanno l’antagonista naturale, il lupo, e con il loro proliferare fuori controllo, creano seri problemi all’agricoltura) e dei cormorani, che fanno razzie di pesci negli stagni della provincia. La cornacchia grigia, grazie alla sua capacità di adattamento, oltre ad essere un predatore in grado di creare seri danni all’agricoltura e all’ambiente è anche uno dei veicoli di diffusione della West Nile Disease (febbre del Nilo). La decisione dei coadiutori di incrociare le doppiette per protesta rischia di interrompere il piano di controllo e abbattimento in atto da alcuni anni nell’oristanese.

«I capi da noi abbattuti o catturati – conclude Meneghel – vengono portati alla Assl, dove sono sottoposti ai controlli sanitari per accertare se sono o meno infetti. Inoltre, forniamo un contributo importante anche relativamente al controllo della diffusione della Psa (peste suina africana) e della trichinellosi. Contro di noi c’è un’ostilità crescente da parte di associazioni ambientaliste che

nulla hanno fatto per contribuire attivamente al benessere sociale e sanitario dei cittadini e della stessa fauna selvatica. Alla luce di tutto questo, i coadiutori della provincia di Oristano e non, non riprenderanno la loro attività».

Piero Marongiu
 

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