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Nell’ovile 46 piante di marijuana, arrestato

Allevatore di Siamanna in manette dopo un controllo dei carabinieri. Oggi processo per direttissima

VILLAURBANA. Doveva essere un banale controllo per verificare se le condizioni igieniche e sanitarie dell’ovile fossero adeguate, si è trasformato in qualcosa di molto più complicato per l’allevatore che ha in affitto quei terreni. Quando i carabinieri delle stazioni di Villaurbana e San Vero Milis, coordinati dal capitano Francesco Giola, hanno iniziato a guardarsi attorno, hanno notato che tra la vegetazione c’erano anche delle rigogliose piante di marijuana. Le hanno scoperte seguendo delle tracce lasciate dagli pneumatici di un trattore che veniva usato per spostare il grosso contenitore che serviva per innaffiare le piante. Una pianta, due, tre e la conta è proseguita sino a quota quarantasei. Alte tra il metro e il metro e ottanta, pesavano parecchi chili e hanno sicuramente beneficiato del clima piovoso di quest’estate. Così sono germogliate e cresciute sino a essere ormai pronte per il raccolto finale che però è stato fatto ieri dagli stessi carabinieri.

La destinazione della droga quindi è diversa da quella che aveva pensato l’allevatore Stefano Saba, 33 anni di Siamanna che in quel terreno teneva anche i suoi animali. E anche la giornata di quest’ultimo è stata differente rispetto a come l’aveva ipotizzata. Niente lavoro, ma subito ai domiciliari in attesa del processo per direttissima che si svolgerà questa mattina, dove Stefano Saba sarà assistito dall’avvocato Gianfranco Sollai. Avrà soprattutto una cosa da spiegare: perché quelle piante fossero nel terreno.

Ai carabinieri non è riuscito a dare risposta, accennando però al fatto che il terreno non fosse recintato e che altri avrebbero potuto entrare e mettere a dimora le piantine che ormai pesavano diverse decine di chili e avrebbero generato un discreto guadagno con la vendita.

Per i carabinieri è la quinta operazione simile andata a segno durante l’estate in cui il boom delle coltivazioni di marijuana sembra ormai essere un fatto conclamato anche nell’Oristanese. Se sino a qualche anno fa la Sardegna importava il prodotto, nell’ultimo decennio le campagne isolane sono costellate di piantagioni e il commercio di marijuana è diventato in molti casi un illecita fonte di guadagno che consente a chi ha attività agricole o zootecniche di incrementare le entrate.

Non tutto però finisce nel modo sperato e sempre più spesso, i coltivatori fai da te finiscono nelle maglie della giustizia.