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Party non autorizzato, c’è lo sgombero

Blitz delle forze dell’ordine nella zona dell’Omodeo in cui si svolgeva un rave. Denunce e anche due arresti per droga

SEDILO. Il risveglio non dev’essere stato dei più dolci, specie dopo il debito di sonno e la stanchezza accumulati al termine di quattro giorni trascorsi all’insegna del divertimento più sfrenato e con la musica a tutto volume nelle orecchie. E agli assenti è andata pure peggio. Si è infatti concluso con due fermi per detenzione di sostanze stupefacenti e lo smantellamento del bivacco, il rave party che si è svolto nel fine settimana vicino a un’insenatura del lago Omodeo, in località Mura pedrosa e s’abbainosu.

L’operazione è scattata ieri mattina poco prima delle 10. Gli agenti della polizia locale di Sedilo, affiancati dalle pattuglie dei carabinieri di Ghilarza, Aidomaggiore e Bonarcado, hanno notificato l’ordinanza di sgombero firmata dal sindaco alle persone che da alcuni giorni erano accampate nel sito con roulotte e tende. Quando gli ufficiali di pubblica sicurezza hanno raggiunto il campeggio abusivo c’era ancora una trentina di persone, altre erano andate via alla spicciolata la domenica o all’alba di ieri.

Gli agenti della polizia e gli uomini dell’Arma hanno identificato i patiti del divertimento senza sosta, la maggior parte provenienti dalle province di Sassari e Cagliari e qualcuno addirittura di nazionalità francese e spagnola. Ai promotori del raduno è stata contestata l’organizzazione di una manifestazione senza il preventivo avviso alle autorità competenti e in deroga alle normative sulla pubblica sicurezza, mentre ai partecipanti è stata imputata l’invasione di luogo pubblico. Ma l’elenco delle infrazioni, che si tramuteranno in altrettante denunce alla procura, non si esaurisce qui: occupando indebitamente il suolo di Mura pedrosa i patiti del rave hanno infranto anche il divieto di sosta e di transito in un’area confinante con il poligono di tiro del Caip di Abbasanta e perciò interdetta ai civili.

L’area è infatti soggetta all’ordinanza di sgombero emessa di mese in mese dalla Prefettura di Oristano e il divieto era in vigore anche nei giorni 6, 7 e 10 settembre per consentire le esercitazioni a fuoco anche se queste poi non si dovessero svolgere.

Le procedure di sgombero sono andate avanti per circa due ore in un clima a quanto pare collaborativo. All’arrivo delle autorità, a due passi dal lago c’era una decina di camper, diverse automobili e alcune tendine, oltre al palco, ai faretti e alla strumentazione musicale ancora installati. In mattinata gli organizzatori hanno smontato tutto l’armamentario e ripulito l’area dai rifiuti, dopodiché è cominciato il deflusso.

Nel frattempo, qualcuno dei partecipanti al rave si è trovato improvvisamente sballottato da un’altra parte, per la precisione nel palazzo di giustizia di Oristano. Già che c’erano le forze dell’ordine non hanno mancato di effettuare alcuni controlli sulle persone presenti alla mega festa di fine estate e il risultato, in fondo non troppo sorprendente, è stato il ritrovamento di un po’ di droga.

Aveva della marijuana un giovane diciottenne di Sedilo, aveva un po’ di tutto in quantità non eccessive un trentenne di un paese del Cagliaritano. Entrambi, difesi dagli avvocati Enrico Meloni e Anna Maria Uras, sono finiti davanti al giudice Elisa Marras che li processerà per direttissima, rispettivamente il 1 ottobre e il 28 settembre per lo stesso motivo ovvero la detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente. Sarà complicato convincere il giudice del fatto che avessero la droga per il solo consumo personale o che essa fosse un indispensabile corollario del rave party, senza la quale sarebbe stato impossibile divertirsi.

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