Oristano, dopo 37 anni il binario merci in porto: primo carico le rotaie nuove per il nord Sardegna

Il raccordo ferroviario del Consorzio industriale sarà riutilizzato da fine settembre 2018

ORISTANO. Se non sarà un "treno dei desideri", come cantava Adriano Celentano, quello che partirà entro la fine del mese con il primo trasporto merci sulla rete ferroviaria Consortile, inattiva da trentasette anni, sarà certamente un convoglio carico di opportunità, per Oristano e per tutto il trasporto merci regionale, anche all'insegna dell'eco-sostenibilità. A dare conferma dell'imminente operatività è Massimiliano Daga, presidente del Consorzio industriale di Oristano, e fautore, insieme al consiglio d'amministrazione dell'ente, del progetto con la Rete ferroviaria italiana inerente la riattivazione del raccordo su rotaia Consortile. Ad essere trasportati saranno i primi ottantacinque chilometri di rotaie che andranno a sostituire i binari del nord Sardegna, nei tratti tra Olbia e Chilivani e Chilivani e Sassari. Le sei sestine, cosi sono denominati tecnicamente i carri ferroviari per il trasporto delle nuove rotaie, unite in pezzi saldati lunghi cento otto metri, arriveranno via mare dal porto di Livorno a quello Oristano, entro la fine del mese. Una volta sbarcate, saranno approntate nel cantiere allestito nell'area industriale oristanese e da lì, spostate su rotaia, direzione nord dell'isola, attraverso quel raccordo ferroviario Consortile che da trentasette anni non udiva più lo sferragliare di un treno sui binari. E non si tratta del primo e unico trasporto programmato: a gennaio infatti, un altro convoglio sempre della Rete ferroviaria italiana arriverà ad Oristano, con altri ottantacinque chilometri di rotaie, che serviranno per l'adattamento dei binari del trasporto ferroviario regionale ai nuovi convogli più veloci. Quello che avverrà entro la fine del mese, non sarà un semplice trasporto merci, sarà per il Consorzio industriale oristanese anche una «possibilità di riattivare il trasporto ferroviario merci regionale», sottolinea Daga, facendo riferimento anche ai due macro-obiettivi della banca mondiale quali il fronteggiare la fame nel mondo e l'andare incontro a processi di sostenibilità. Proprio la sostenibilità potrebbe rappresentare il pedale di accelerazione per riattivare con continuità e sempre maggiore frequenza il trasporto su ferro delle merci. «Considerando che come Consorzio industriale - spiega Daga - puntiamo a diventare un'area produttiva ecologicamente apprezzata, alla luce degli indirizzi della banca mondiale su eco-sostenibilità e considerando le evidenti difficoltà per le infrastrutture, crediamo che sia necessario rivedere
la validità del trasporto su ferro». Un ritorno al passato, dal trasporto su gomma a quello su ferro, dal respiro moderno, ecologico e innovativo, e che, incrociando le dita, potrebbe potenzialmente rappresentare un treno dei desideri per tutta l'area dell'oristanese, e non solo.

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