Turismo a Torregrande, il Grig: «Fermate il progetto Ivi»

Gli ambientalisti del Gruppo di Intervento Giuridico chiedono lo stop all’investimento turistico

ORISTANO. Attesa e puntuale. Il Gruppo d’intervento giuridico chiede al Servizio regionale per le Valutazioni Ambientali di fermare l’investimento turistico e immobiliare della Ivi a Torregrande. Non è esattamente un fulmine a ciel sereno, dal momento che, assieme a una parte importante del Movimento 5 Stelle di Oristano, il Gruppo d’intervento giuridico è stato uno dei maggiori oppositori al progetto che trasformerà una parte importante della pineta di Torregrande. Così, nei termini previsti dalla legge, è arrivata la richiesta di stop presentata agli uffici regionali che precedentemente, a inizio agosto, avevano ricevuto il ricco incartamento da parte della Ivi che chiedeva di avviare la Valutazione d’Impatto ambientale per poter poi procedere.

La VIA è infatti l’ultimo ostacolo prima dell’approvazione definitiva dell’intero progetto e in questa fase, purché si inseriscano entro trenta giorni dalla richiesta di Valutazione di impatto ambientale, possono presentare osservazioni o sollecitare il blocco dell’iter sia privati cittadini che associazioni. È quello che ha fatto il Gruppo d’intervento giuridico che motiva con alcuni punti il proprio orientamento. Anche queste motivazioni non sono esattamente una novità perché sono tutte argomentazioni ben note, visto che lo scontro è iniziato diversi anni fa, esattamente da quando la giunta Tendas portò all’attenzione del consiglio comunale il progetto Ivi.

Il Consiglio, all’unanimità, si espresse favorevolmente affinché il programma che prevede, oltre all’edificazione anche un piano di riqualificazione della parte della pineta che si affaccia sulla cosidetta spiaggia del Pontile, andasse avanti. Questo non placò le proteste del Gruppo di intervento giuridico che, tramite il suo presidente Stefano Deliperi, ora interviene per segnalare al Servizio Valutazione Ambientali tutti i suoi dubbi. Il primo è: «La bonifica ambientale delle aree già inquinate dalla stessa impresa industriale non sono altro che un atto dovuto a carico di chi ha guadagnato sulla pelle del territorio». Non venga insomma spacciata come un’opera prodiga, questo si lascia intendere. Riguardano invece aspetti urbanistici e ambientali gli altri punti critici segnalati: «L’intervento interessa anche la fascia costiera dei 300 metri dalla battigia e contrasta con il piano paesaggistico regionale»; poi c’è «il conferimento di parti pubbliche della pineta» e «l’approvvigionamento idrico,
previsto dal fiume Tirso e dal depuratore di Torregrande: non viene indicato il deflusso minimo vitale e il consumo annuo totale viene stimato in 110mila metri cubi. Un impatto significativo per un’area fortemente instabile da un punto di vista pluviometrico e di pericolosità idraulica».

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