L’ospedale resta senza risonanza

Guasto nella notte di mercoledì: un piccolo scoppio poi la nube di elio. Saltate tutte le visite

ORISTANO. Prima un fischio, poi uno scoppio. È l’una del mattino e il rumore insolito si sente anche nelle case vicine all’ospedale. Qualcuno è ancora sveglio e si affaccia alla finestra aperta per far entrare un po’ d’aria fresca. Si accorge così che c’è qualcosa di strano. Dal corpo dell’edificio che ospita il reparto di Radiologia si solleva una nube. Sembra fumo, è invece una fuoriuscita di gas elio contenuto nell’apparecchiatura per effettuare le risonanze magnetiche. Succede perché il sistema di sicurezza garantisce così che nessuno venga a contatto con il gas rischiando delle lesioni serissime visto che la sua temperatura è assai al di sotto dello zero.

Il problema è però un altro: il macchinario si è rotto e quel macchinario è l’unico nelle strutture pubbliche di tutta la Assl oristanese che può essere usato per quel tipo di esame diagnostico. Così, all’improvviso o forse non tanto all’improvviso, un intera provincia con 150mila utenti rimanse senza risonanza magnetica. E a poco serve interrogarsi ora su cosa abbia generato il problema e sul fatto che qualche anomalia al macchinario sarebbe stata riscontrata qualche ora prima che si verificasse il guasto che ha reso inutilizzabile la risonanza.

Non essendoci un macchinario di riserva e non essendo possibile riparare il guasto in tempi brevi, c’è l’altissimo rischio che l’Assl oristanese rimanga per settimane, forse per mesi senza uno strumento imprescindibile per certi tipi di diagnosi. Qualche macchinario si trova in struttue private convenzionate con l’Assl, ma non è dello stesso livello di quello presente all’ospedale, per cui i pazienti dovranno rivolgersi fuori provincia cercando un buco tra gli orari di ospedali in cui magari gli spazi sono già saturi. E ovviamente già ieri sono saltate le prime visite.

Mentre ancora si cerca di capire cosa accadrà e quanto tempo ci vorrà per porre rimedio al danno, i sindacati hanno motivo di lamentarsi con i vertici Assl. Sin dalla gestione della commissaria Maria Giovanna Porcu, che aveva preceduto l’attuale direttore Mariano Meloni, era stato chiesto all’Azienda sanitaria di riparare un altro macchinario per le risonanze che aveva avuto un problema identico. Le segnalazioni però non avevano avuto un seguito. Morale della favola, il San Martino
avrebbe potuto avere due macchinari, ora si ritrova con zero e con i pazienti a terra. A questo punto non resta che sperare che il guasto, che nei corridoi dell’ospedale si dice possa aver generato un danno da 60mila euro, possa essere riparato al più presto. Quanto presto non si sa.

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