Febbre del Nilo, dal 2011 sette morti nell’Oristanese

Quella di Oristano è la provincia sarda che ha pagato il tributo più pesante

ORISTANO. Nell’isola, quella di Oristano è la provincia che ha pagato il tributo più pesante alla Febbre del Nilo. Nel 2011, anno della sua comparsa, su sei casi (tre ritenuti probabili in mancanza del conforto diagnostico preciso) si registrarono cinque morti. L’anno dopo, quattro casi, di cui due decessi, a Nurachi e Narbolia. Nel 2014, altri quattro casi.

Tre anni di quiete, per arrivare allo scorso anno. Nel 2017 i casi di West Nile diagnosticati furono quattro: a Solarussa, Zeddiani, Marrubiu e Oristano, nella borgata di Tiria. In totale, undici casi ufficiali (escludendo quindi i tre probabili), e sette morti.

Nella gran parte dei casi le persone colpite e non mostrano alcun sintomo, il 20 per cento sviluppa sintomi lievi. Una persona su 150 può sviluppare una grave forma neuro-invasiva. Sono generalmente di pazienti deboli, soprattutto anziani, che magari hanno già patologie pregresse. La Febbre del Nilo non

è contagiosa: la trasmissione da uomo a uomo può avvenire soltanto con la trasfusione di sangue o organi infetti. Ma su questo fronte, il livello dei controlli si è adeguato con precise disposizioni che provengono dal Centro nazionale trapianti e dal Centro nazionale Sangue. (si.se.)

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