La schiuma del lago causata dalle alghe

Sedilo, Arpas ed Enas sciolgono i dubbi sulla coltre bianca comparsa sull’Omodeo

SEDILO. Le analisi di laboratorio condotte separatamente dall' Enas e dall'Arpas hanno sciolto i dubbi: la schiuma comparsa in riva all'Omodeo era il risultato di un processo di fioritura algale all'ultimo stadio. Una reazione provocata da un concorso di fattori non correlabili con alcuna forma di apporto anomalo. Secondo la scienza, dunque, la causa non è da ricercare negli scarichi occulti, negli sversamenti provenienti da siti industriali dismessi o arrivati da altri luoghi per mezzo degli affluenti. A provocare il fenomeno è stata invece l'eccezionale proliferazione di alghe favorita dal surriscaldamento delle acque unitamente alla scarsità di ossigeno tipica dei fondali poco profondi. Il fenomeno stagionale è legato alla rapida riproduzione dei fitoplancton, microrganismi in grado di trasformare l'energia solare in biomassa attraverso la fotosintesi. Molto più banalmente, la consistenza spumosa osservata nei giorni scorsi sulla superficie dell'acqua è dovuta alla decomposizione delle alghe. In questa direzione si erano orientati sin dalla prima ora gli agenti del corpo forestale che avevano eseguito i sopralluoghi preliminari e le successive verifiche, benché senza il conforto di dati scientifici avessero preferito non sbilanciarsi. Un altro elemento che avvalorava la teoria dell'eutrofizzazione era la totale assenza di tracce riconducibili all' attività dell'uomo. Una possibilità a cui invece aveva dato credito il sindaco del Comune di Sedilo e, dopo di lui, il primo cittadino di Sorradile. Per sollecitare risposte immediate sulla natura del fenomeno, Pietro Arca aveva segnalato il caso all'ufficio di gabinetto dell'assessorato all'Ambiente. Nel frattempo l'amministrazione sedilese aveva fatto i suoi passi affidando a un laboratorio privato il compito di analizzare i valori delle sostanze prelevate nelle acque dell'Omodeo tra Mante Pazza e S'Abbainosu. Non appena pronti, i dati del Comune saranno confrontati con i valori già rilevati da Enas e Arpas. Gli esperti dei due enti sono arrivati alla stessa conclusione. «I risultati sono
concordanti – ha affermato Giovanni Sistu, amministratore unico dell'Enas –. Le analisi hanno stabilito che si tratta di fioritura algale. Inoltre non sono stati riscontrati valori anomali relativamente a tensioattivi o ad altri elementi chimici. Solo un aumento di sostanze organiche».

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