Prostituzione in comunità la difesa: testi inattendibili

Arborea, udienza del processo per abusi al Samaritano di don Giovanni Usai Lungo interrogatorio per il maresciallo che condusse le indagini

ARBOREA. Testimone chiave. Lo è per l’accusa che ha già avuto modo di interrogarlo, lo è per la difesa che ieri l’ha sottoposto a un fuoco di fila di domande. A deporre è stato ancora una volta il maresciallo dei carabinieri Giuseppe Zara, ovvero colui che guidò le indagini su don Giovanni Usai e le presunte giornate troppo allegre che si consumavano nella comunità Il Samaritano che ospitava detenuti che stavano scontando la pena in regime alternativo alla detenzione in carcere.

Il sacerdote gestiva la comunità ed è accusato di favoreggiamento della prostituzione, che alcuni ospiti avrebbero praticato all’interno della struttura. Questo reato viene contestato anche al nigeriano Gabriel Imasidou Osarhewinda, ma è soprattutto l’imputazione di abuso sessuale a preoccupare don Giovanni Usai che è accusato di aver avuto rapporti non consenzienti con una delle ragazze ospiti del Samaritano.

Le accuse si conoscono da tempo, esattamente dal dicembre 2010, momento in cui scattò la misura cautelare nei confronti del sacerdote. Ed è proprio a quel 2010 che l’avvocato difensore Anna Maria Uras è tornata più volte con le sue domande rivolte al maresciallo Giuseppe Zara. L’obiettivo della difesa era quello di far notare come le indagini avessero seguito un’unica direzione, trascurando altre piste che avrebbero chiamato in causa altre persone e ancora come il processo si stia fondando su dichiarazioni di testimoni inaffidabili.

È stato motivo di scontro con il pubblico ministero Marco De Crescenzo che ha invece più volte chiesto l’intervento del collegio giudicante presieduto da Carla Altieri, a latere i giudici Elisa Marras e Francesco Mameli, affinché l’interrogatorio non venisse trasformato in una sorta di processo alla procura e al suo modus operandi. Le domande della difesa, comunque, non hanno riguardato i punti salienti delle accuse mosse a don Giovanni Usai. Non si è parlato dell’abuso sessuale, non si è parlato di episodi di prostituzione all’interno della comunità. Questi argomenti erano stati peraltro già approfonditi nelle tantissime udienze del processo che va avanti da oltre sei anni, fermato da impedimenti di vario tipo.

La sentenza ancora non è prossima. Il 25 ottobre inizierà l’audizione dei testimoni della difesa, un lungo elenco a cui vanno ad aggiungersi quelli della lista dell’avvocato Carlo Figus
che difende Gabriel Imasidou Osarhewinda. Non basterà una sola udienza per esaurire le testimonianze, per cui si tornerà in aula anche il 24 gennaio. Una parte dei reati, quelli legati al favoreggiamento della prostituzione, dovrebbero essere già prescritti nel momento della sentenza.

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