Droga, due fratelli in manette

Cuglieri, nelle campagne di Santa Caterina si occupavano di un terreno con 700 piante di cannabis

CUGLIERI. Li hanno osservati per una settimana. Per pedinarli, hanno messo da parte le divise per non farsi riconoscere. Alla fine il risultato del paziente lavoro dei carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo di Oristano, con i colleghi della stazione di Cuglieri e dei Cacciatori di Sardegna – dall’alto con l’elicottero – è stato l’arresto di due fratelli di Cuglieri che si prendevano cura dell’ennesima piantagione di cannabis indica, un’estensione di circa tremila metri in zona “Sa Tupa”, a Santa Caterina di Pittinuri. Non proprio un campo vista mare, ma poco ci manca.

In cella sono finiti Giovanni Battista e Paolo Cadeddu, 53 e 49 anni. Sono loro che si occupano deiterreni, nei quali erano state messe a dimora circa 700 piante, una edizione riveduta e aggiornata, ma soprattutto illegale, della “festa degli alberi” in salsa cannabis. I due fratelli avevano una cura costante delle piantine. Nel corso della settimana dei pedinamenti, i carabinieri hanno avuto modo di verificare che entrambi andavano a Sa Tupa sia al mattino che nel tardo pomeriggio, per innaffiare ma anche tagliare alcune piante per essiccarle. Erano organizzati in modo piuttosto preciso: l’acqua, il taglio, quindi l’essiccazione in un locale non lontano, a circa 500 metri dalla piantagione, dove si trova la mungitrice e dove sono state recuperate alcune piante già sistemate ad essiccare. Un via vai continuo e anche faticoso, visto che la piantagione era articolata in tre punti, distanti tra loro una cinquantina di metri.

I carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Oristano, sono entrati in azione giovedì sera attorno alle 18.30. Ma dall’alba gli uomini, una trentina, erano già impegnati nella sorveglianza. Per il blitz è stato impiegato anche un elicottero dell’11° Elinucleo di Elmas.

Dopo aver fermato i due fratelli, i carabinieri hanno esteso la perquisizione anche alle abitazioni dei Cadeddu, non lontante dalla piantagione. Attimi di nervosismo si sono registrati in casa di Paolo Cadeddu, la cui moglie è stata arrestata per resistenza ed è stata poi rilasciata. I fratelli sono stati accompagnati nel carcere di Massama, a Oristano, e domani compariranno davanti al giudice per l’udienza di convalida. Sono assistiti dall’avvocato Angelo Magliocchetti.

Appena una settimana fa, sempre i carabinieri, avevano individuato nelle campagne di Neoneli e di Sanluri, coltivazioni per quasi mille piante. In quell’occasione erano state arrestate cinque persone. E un altro sequestro di piante risale all’inizio del mese, ad un allevatore di Siamanna che “coltivava” però nelle campagne di Villaurbana.

Insomma, tanta droga. Evidentemente il mercato è in espansione
tale da garantire profitti importanti che giustificano il rischio da parte di chi vi si dedica. Piantagioni spuntano un po’ ovunque, in qualche caso “mimetizzate” tra altre coltivazioni, in altri casi in luoghi che si ritengono fuori dalle rotte dei controlli. Evidentemente, non è così.

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