Bosa, una cantoniera per il grifone

L’edificio diroccato di Tinniri diventerà punto di osservazione scientifica

BOSA. Con il via libera al progetto per la ristrutturazione dell’ex cantoniera di Tinniri, oggi ridotta ad un rudere a seguito anche di parte del crollo del tetto, l’amministrazione comunale punta a diversi obiettivi concreti in tema di tutela e valorizzazione del grifone. Il territorio di Bosa in particolare, ospita infatti l’unica colonia autoctona di gips fulvus sull’intero territorio nazionale, sulle alture del Marrargiu. Una risorsa non solo naturalistica, ma che potrebbe generare non poca economia turistica nella sempre più ampia nicchia del mercato di visitatori legato alla natura ed al paesaggio. L’ex cantoniera si trova in una posizione strategica: a bordo strada della provinciale Bosa-Montresta, a circa metà percorso, e soprattutto vicinissima ad una zona, una sorta di canalone, dove nidificano le coppie di grandi volatili. Tinniri quindi rappresenta il luogo ideale per diventare, questo l’obiettivo del Comune, punto di osservazione scientifica come luogo di promozione didattica e riferimento per il turismo ambientale. il Comune parteciperà alla manifestazione d’interesse del bando, su fondi europei, che riguarda le “Azioni previste nel Prioritized Action Framework (Paf) e nei piani di gestione della rete Natura 2000.” Il triangolo territoriale compreso fra Bosa, Montresta e Villanova Monteleone costituisce un’area di grande valenza paesaggistica ed ambientale, che negli ultimi anni ha richiamato un alto numero di turisti interessati sempre di più agli aspetti degli habitat ed agli ecosistemi ancora intatti. La presenza della Cantoniera di Tinniri come centro studio per il grifone costituirebbe pertanto un’attrattiva per quanti vogliono conoscere le valenze ambientali di quest’area, che ha un grande patrimonio avifaunistico ed è Zona di protezione speciale. Per dare gambe al progetto è stato quindi attivato l’iter per reperire le risorse necessarie, stimato in 300mila euro utili a ristrutturare e arredare l’immobile, nel futuro centro di coordinamento scientifico e didattico, e base operativa per osservazioni e quando possibile escursioni. La struttura era finita tra i beni alienabili della provincia di
Oristano. «Ci siamo attivati perché i locali venissero ceduti al comune. Con il decreto firmato dal commissario Torrente nel 2017 è stato quindi acquisito a titolo gratuito dal comune di Bosa. Questo ci permette ora di partecipare al bando Paf», ha detto l’assessore Campus.(al.fa.)

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