Occupazione del Delogu a difesa dei servizi sanitari

Ghilarza, il comitato civico a sostegno dell’ospedale è passato all’azione Ieri sera (pacifica) irruzione dimostrativa, da oggi presidio permanente

GHILARZA. Sono da poco passate le 20 quando un gruppo di cittadini fa irruzione all'ospedale. È in atto la prima azione dimostrativa decisa dal comitato civico in difesa del Delogu, che al termine dell'assemblea tenutasi ieri nel vicino auditorium ha deciso l'occupazione permanente della struttura sanitaria in segno di protesta per le continue sospensioni, limitazioni e ridimensionamenti dei servizi e dei reparti, in debito d'ossigeno a causa della carenza di organico e dei continui spostamenti, definiti indebiti dal coordinamento della protesta, del personale da Ghilarza al San Martino di Oristano. A far traboccare il vaso è stato il forfait del direttore dell'Assl Mariano Meloni all'incontro programmato per ieri pomeriggio. Dall'assenza del manager è scaturita la dura presa di posizione del comitato civico, che ha indetto un incontro pubblico per concordare con i cittadini manifestazioni di dissenso per le scelte che a loro avviso stanno condannando l'ospedale a una lenta agonia. Il nuovo corso è cominciato con il gesto simbolico dell' ingresso in ospedale di una delegazione del comitato a cui si sono uniti una ventina di cittadini. Un'invasione pacifica e ordinata che prelude a un'occupazione permanente. Il nosocomio sarà presidiato a oltranza da questa mattina e l'occupazione sarà interrotta solo se e quando arriverà quel cronoprogramma sul ripristino dei servizi e sull' integrazione della dotazione organica che il gruppo civico reclama da mesi. Il comitato ha dettato l'agenda ma i cittadini, una quarantina quelli riuniti ieri in assemblea, hanno condiviso appieno le proposte assicurando sostegno e compartecipazione. I picchetti saranno organizzati senza interferire con il lavoro del personale sanitario e senza disturbare degenti e utenti, inoltre da sabato sarà attivo un punto informativo per tenere i cittadini costantemente aggiornati. Allo stesso tempo saranno riallacciati i fili del dialogo con Mariano Meloni. Un altro invito sarà rivolto al manager dell'Ats Fulvio Moirano. Anche davanti a questa prospettiva il comitato non arretrerà di un centimetro rispetto alla decisione di far sentire la voce delle comunità locali. «È una battaglia di civiltà. È finito il tempo delle parole, bisogna lanciare il segnale che il territorio è unito per questa causa» ha detto Serafino Corrias. Raffaele Manca ha restituito un quadro avvilente della situazione. «Stiamo assistendo all'amputazione di tutti i servizi e questo
anche perché la vecchia pianta organica di riferimento non ha riscontro con ciò che abbiamo sotto gli occhi», ha denunciato l'ex deputato. «Siamo arrivati al limite, appoggerò le azioni decise dall'assemblea» ha chiosato il presidente del locale distretto sanitario Domenico Gallus.

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