Coppia schiva, i dubbi del paese sulla tragedia

Il piccolo centro si era mobilitato per la ricerca della donna. Il sindaco: è il momento del silenzio

NARBOLIA. La parola fine è stata scritta. L'ultimo capitolo della vita di Brigitte Pazdernik, iniziato mercoledì notte, con la scomparsa dalla casa in via su Cunzau de is paras, si è concluso ieri con il ritrovamento del cadavere della donna, e il silenzio, carico di dolore, in cui si è chiusa la famiglia. La domanda, nel paese, ora è come si sia arrivati a questa fine. Una tragedia provocata da un incidente oppure un allontanamento volontario o per mano di qualcuno?

Domande che ancora non hanno risposta. Soprattutto l’ultimo interrogativo, a cui molti narboliesi danno una chiave di lettura a denti stretti, sotto voce, ma insistente. Una risposta che stride con la descrizione di coppia tranquilla, riservata e schiva fatta di Brigitte e Giovanni Perria.

Camminando per le vie di Narbolia, tra la gente, il dubbio ruota attorno ad una possibile morte violenta, che nessuno, sino a ieri mattina, avrebbe ritenuto possibile.

Al bar la voglia di parlare è poca. Al bancone c'è anche un giovane con una maglietta nera, è un nipote della coppia, ma preferisce non dire niente, nascosto dietro uno sguardo fisso.

I pochi che parlano lo fanno dietro la rigorosa promessa dell’anonimato. «Sono qui da tanti anni – racconta un avventore – una coppia riservata, lei usciva poco, andava a fare la spesa in bottega con un cestino anziché con la busta e lui ogni tanto la aiutava a portarlo a casa».

«Non si vedevano spesso in giro – spiega un vicino di casa - ma sono brave persone, dei litigi non lo so».

«La loro porta di casa era sempre chiusa», racconta una donna che abita nel vicinato, mostrando come in molti abbiano le chiavi attaccate alla toppa esterna della porta d'ingresso.

«Le voci in paese sono tante – spiega il titolare di un'attività commerciale – qualcuno pensa al peggio, ma potrebbe essere anche un fatto accidentale, un bicchiere di troppo e l'ha investita per sbaglio».

«È doveroso il silenzio – spiega il sindaco di Narbolia, Gian Giuseppe Vargiu, che sin dalle prime ore della scomparsa si è mobilitato insieme a concittadini, volontari e militari alla ricerca della donna. Per lui in questo momento l'incredulità è doppia, come amministratore di una comunità protagonista, suo malgrado, di un terribile fatto di cronaca, e come padrino del compagno
di Rachele, figlia di Brigitte. Solo i risultati delle indagini, al momento nel pieno dello svolgimento, potranno raccontare nei dettagli la trama dell'ultimo capitolo della vita di Brigitte Pazdernik, iniziato con una scomparsa e terminato con una morte.

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