Una sparizione con molti lati oscuri

Narbolia, inquirenti concentrati sulle ultime ore di Brigitte Pazdernik prima della scomparsa

NARBOLIA. «Eliminato l'impossibile, ciò che resta, per improbabile che sia, deve essere la verità». Nella logica stringente di Sherlock Holmes, il ventaglio delle possibilità sulla morte di Brigitte Pazdernik va sempre più restringendosi. In questa storia iniziata con una scomparsa, e finita con il corpo della poveretta trovato in mare a 20 chilometri dal luogo della sparizione, la soluzione sembra più un lavoro di levare piuttosto che di aggiunta di tasselli al quadro. Dall’autopsia, eseguita in tutta fretta sabato sera dal medico legale Roberto Demontis, non sarebbero emersi elementi macroscopici. Così dice almeno il procuratore della Repubblica di Oristano Ezio Domenico Basso: «Non ci sono segni evidenti di violenza, dobbiamo aspettare gli esiti dei controlli istologici». L’inchiesta è condotta dal sostituto Armando Mammone, ed è – ancora – contro ignoti.

Lavoro di levare, dunque. Come è morta la pensionata? Ancora non si sa se il decesso sia avvenuto una volta che la donna è finita in mare. Chi l’abbia portata lì, è un altro capitolo del puzzle di quesiti senza risposta.

Questa vicenda fonda su alcuni punti chiave, sui quali si concentrano gli inquirenti. Uno, fondamentalmente: il racconto del marito, Giovanni Perria. È l’unico testimone di una scomparsa del tutto irragionevole, nei modi e nei tempi. Secondo il suo racconto, mercoledì sera marito e moglie avrebbero guardato la tv. Serataccia, pioggia e vento. Lui si sarebbe alzato per andare a letto, poi avrebbe sentito il rumore della saracinesca elettrica e il cancello esterno aprirsi. Avrebbe realizzato poi che della moglie non c’era più traccia. Sparita, anche se lui l’avrebbe cercata subito. E subito avrebbe avvisato i carabinieri. Solo il giorno dopo la polizia, e quindi i Vigili del fuoco. E ad almeno 12 ore dalla scomparsa, si è messa in moto la macchina dei soccorsi, con i volontari, gli specialisti, l’utilizzo della tecnologia.

Riavvolgiamo il nastro. Presa per buona questa versione, per quale ragione mai una pensionata di 76 anni con qualche problema di salute avrebbe preso l’insana decisione di uscire di casa, praticamente in camicia da notte, e senza neanche gli occhiali? Cosa l’avrebbe letteralmente spinta fuori verso il buio, la pioggia, alle 23.30 di sera? Cosa si sono detti i due coniugi, prima di questa uscita così repentina, non si sa. E poi, altra stranezza: Brigitte è svanita. Narbolia non è una grande città. Che questa storia sia strana, oltre che tragica per l’epilogo, lo
testimonia l’attività di indagine avviata. Sigilli alla casa. Perchè? Che bisogno c’era, visto che si trattava di una scomparsa? Cosa resterà di tutte le ipotesi, una volta eliminato l’impossibile, per dirla con Shelock Holmes, sarà la verità. Oggi, alle 16, saranno celebrati i funerali.

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