Assl, gli ausili salvavita non ci sono

Un tetraplegico costretto a chiamare la polizia per denunciare un diritto negato

SIMAXIS. Per cercare di ricevere quanto dovuto ha chiamato la Polizia, ma neppure questa mossa ha risolto il problema. E così ha dovuto pagare gli ausilii in attesa che la Assl li fornisca. Protagonista di questa incresciosa avventura è Roberto Cherchi, tetraplegico da circa 14 anni a causa di un tuffo in mare che lo ha costretto alla sedia a rotelle. Il giovane ieri mattina, davanti alla risposta negativa circa la disponibilità dei cateteri di cui necessita ricevuta nella farmacia dell’ospedale, ha dovuto rivolgersi alle forze dell’ordine per denunciare il diritto negato. La polizia ha risposto tempestivamente alla sua chiamata, recandosi nella struttura ospedaliera dove, due agenti, hanno provveduto a verbalizzare le dichiarazioni di Roberto, del padre Fernando e degli addetti alla consegna dei farmaci in servizio in quel momento. «Se non effettuo regolarmente la sostituzione degli ausilii – ha spiegato Roberto – rischio la vita. Tra l’altro, dopo la riduzione del numero degli ausili disposta dal ministero della salute Lea (livelli essenziali di assistenza), passati dai 160 previsti dalla certificazione medica specialistica in mio possesso ai 120 stabiliti dal Lea, devo acquistare i rimanenti per una spesa mensile vicina ai 200 euro». I cateteri utilizzati da Roberto Cherchi sono i Lofric, modello Hydro-kit. «Sono gli unici che posso sostituire autonomamente consentendomi di conservare un minimo di privacy, ma soprattutto, come da certificazione medica, non mi danno complicanze», dice l’interessato. Ma quei cateteri la farmacia non li ha, e nessuno pare sapere quando saranno disponibili. «Mi è stato detto che l’ordine era stato inoltrato regolarmente – precisa Roberto Cherchi – ma la ditta fornitrice quell’ordine non se lo ritrova e per quel motivo non li ha forniti. Per averli li devo acquistare». Alla richiesta di conoscere se e quando i cateteri sarebbero stati nella disponibilità della farmacia e se fosse possibile parlare con il responsabile del servizio, la risposta è stata: «Il responsabile non è presente». Il Direttore Generale della Asl oristanese, Mariano Meloni, informato
dell’accaduto, si è limitato a rispondere di non conoscere il problema e chereplicherà una volta acquisiti gli elementi del caso. «Il personale è stato corretto con me – conclude Roberto Cherchi – ma il problema è a monte. Ora servono risposte chiare».

Piero Marongiu

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