Oristanese in ginocchio: tavolo permanente di 10 comuni sull’emergenza maltempo

Sindaci, consiglieri regionali ed enti promuovono un coordinamento tecnico. L’incontro convocato dal Consorzio di bonifica. Chiesto l’intervento della Regione 

ORISTANO. L'Oristanese è in ginocchio. Gli eventi climatici degli ultimi giorni, eccezionali nella portata ma sempre più frequenti, hanno rimesso sotto i riflettori la precarietà di un sistema di raccolta delle acque arcaico e insufficiente. Una provincia costretta a fare la conta dei danni per l'ennesima volta in pochi anni, obbligando gli amministratori locali a un grido d'aiuto. Necessità che hanno spinto il Consorzio di bonifica dell'oristanese a convocare un tavolo tecnico mirato a chiedere maggior sostegno in ambito regionale. Incontro al quale hanno partecipato gli amministratori di Oristano, Arborea, Terralba, Uras, San Nicolò d'Arcidano, Solarussa, Siamaggiore, San Vero Milis, Simaxis e Santa Giusta. Presenti anche i rappresentanti di Coldiretti e Confagricoltura.

Proprio il presidente di Confagricoltura, Paolo Mele, ha sottolineato l'importanza di un lavoro collegiale, come proposto dal sindaco di Solarussa, Mario Tendas: «È necessario un lavoro coordinato tra i Comuni che permetta di gestire gli eventi straordinari. Per quanto riguarda le emergenze agricole serve, come più volte richiesto nei giorni scorsi, un tavolo tecnico che ci aiuti a capire come intervenire e soprattutto quantificare i danni. Quest'ultimo è il nostro problema principale».

Alla riunione hanno preso parte anche diversi consiglieri regionali, espressione del territorio: «È stato un incontro importante, ben organizzato dal Consorzio di bonifica - ha riconosciuto Antonio Solinas, presidente della Commissione regionale Ambiente e lavori pubblici -. Purtroppo questi eventi climatici eccezionali stanno diventando ordinari, occorre dare una risposta organica e a lunga scadenza, che riesca a prevenire più che a curare. L'amministrazione regionale, nel 2014, ha contratto un mutuo di 700 milioni di euro in capo all'assessorato ai Lavori pubblici, il 50% dei quali destinato a interventi legati ai rischi di tipo idrogeologico. Poi, però, ci rendiamo conto che siamo riusciti a spenderne ben pochi: questo perché purtroppo la burocrazia svolge un ruolo da protagonista. Credo che se riuscissimo ad avere un ente pagatore sardo, evitando così di avere la continua dipendenza da Agea nazionale, ne trarremmo dei vantaggi concreti. Sicuramente l'idea di costituire un tavolo di coordinamento per far fronte a queste emergenze è intelligente e condivisibile, l'importante è che non vada ad intralciare l'attività della protezione civile, considerato anche il fatto che il nostro sistema di protezione civile è riconosciuto come il più attrezzato

a livello nazionale. Sappiamo bene che le risorse sono poche, perciò dobbiamo sentirci a disposizione per dare il massimo. Il Consorzio lo sta facendo e deve continuare su quella strada. Martedì avremo in commissione gli assessori e cercheremo una soluzione insieme a loro».
 

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