Cade durante l’arrampicata, salvo

Samugheo, 38enne di Oristano in escursione a Castel Medusa colpito da un masso. Ora è al Brotzu

SAMUGHEO. Drammatico epilogo dell'escursione a Castel Medusa per uno scalatore di Oristano, che durante l'arrampicata ha perso aderenza con la parete rocciosa ferendosi gravemente. Nella tarda mattinata di ieri l'uomo, D.D.F. di 38 anni, stava scalando il settore denominato Anfiteatro con i compagni di cordata quando, per ragioni ancora da chiarire, è scivolato per alcuni metri ed è stato investito da un masso staccatosi dalla parete. L'escursionista è stato trattenuto a mezz'aria dalla corda alla quale era assicurato ma non ha potuto evitare il violento impatto con il blocco di pietra. Gli amici hanno immediatamente allertato il 118, che ha mobilitato il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico. A bordo di un elicottero l'equipe medica e un tecnico del Cnsas hanno raggiunto il luogo dell'incidente, hanno prelevato e trasportato l'infortunato all'ospedale Brotzu, dove i primi esami strumentali hanno rilevato traumi al torace e al volto. L'incidente si è verificato in una delle zone più impervie del comprensorio di Samugheo, ai confini con il territorio di Asuni, delimitato dal rio Araxisi. L'area è circoscritta ma è caratterizzata da una successione di gole e dirupi scavati nelle falesie alte dai venti ai trenta metri, sulle quali si stagliano i ruderi del castello Medusa. La parete su cui si stava cimentando lo sfortunato arrampicatore è tra quelle con il grado di difficoltà più alto, consigliata ai soli scalatori esperti. D.D.F. è considerato uno scalatore piuttosto pratico dei circuiti più impegnativi, dunque non è chiaro cosa possa aver determinato la caduta. Chi conosce bene il sito parla di un evento fortuito, isolato per la storia di quei luoghi. «Frequento la zona da vent'anni e non si erano mai verificati incidenti. Talvolta si è staccato qualche frammento di roccia, ma sono stati episodi sporadici che non hanno coinvolto nessuno», spiega Jose Aneris, presidente dell'associazione Geolander di Oristano, responsabile del rifugio Castel Medusa. «Non conosco la dinamica dell'incidente perché non mi trovavo a Samugheo e il gruppo ha affrontato in piena autonomia l'itinerario attrezzato. Purtroppo sono imprevisti che possono verificarsi, anche se non sono frequenti. Può darsi che abbia inciso l'azione erosiva delle recenti piogge.
Queste potrebbero avero smosso il terriccio alla base del masso. Ciò che mi sento di consigliare a chi scala in vie non conosciute o a chi si trova davanti spuntoni isolati, è di fare attenzione e di battere bene la pietra prima di effettuare la presa».

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