L’INCONTRO 

Corrispondenza in ritardo Poste convoca i piccoli Comuni

SENEGHE. Sindaci d’Italia, oggi tutti a Roma. Paga Poste Italiane. Motivo? I primi cittadini che si recheranno alla capitale, nei giorni scorsi hanno ricevuto una comunicazione in cui veniva detto...

SENEGHE. Sindaci d’Italia, oggi tutti a Roma. Paga Poste Italiane. Motivo? I primi cittadini che si recheranno alla capitale, nei giorni scorsi hanno ricevuto una comunicazione in cui veniva detto loro che tutte le spese saranno sostenute da Poste Italiane e che soltanto lì, dopo aver risposto ad alcune domande, avrebbero saputo il motivo dell’iniziativa di PI destinata ai piccoli Comuni. Davide Corriga, sindaco di Bauladu qualche idea se l’è fatta. «Nei messaggi intercorsi tra me è l’organizzazione dell’evento non c’è nulla che faccia pensare a un motivo piuttosto che a un altro - spiega il sindaco Corriga -: forse vogliono informarci riguardo una possibile riorganizzazione dei servizi nei piccoli centri, che abbiano in mente di venderci qualcosa per i servizi di tesoreria o parlarci del nuovo sistema di corrispondenza, che pare preveda l’accentramento del servizio nei capoluoghi di provincia, da dove poi partirebbero i postini per recapitare le lettere nei paesi». La paura dei sindaci dei piccoli Comuni è che questo porti altri problemi alle loro comunità, già penalizzate sia dallo spopolamento che dal taglio di gran parte dei servizi. Qualche settimana fa l’allarme per l’assenza del postino era stato lanciato dai sindaci di Tramatza, Milis e Bauladu. Dopo pochi giorni era stato il primo cittadino di Seneghe Gianni Oggianu a raccogliere le lamentele dei suoi concittadini e a denunciare la situazione di grande disagio determinata dai ritardi nella distribuzione della corrispondenza. «Comuni piccoli come il nostro, nella penisola - dice Corriga -, con la legge delle cooperative di comunità, hanno sperimentato forme di appalto di alcuni servizi di interesse sociale. Potrebbe costituire una soluzione interessante e consentirebbe di avere persone che si occupino di gestire anche la distribuzione della posta». Alle rimostranze dei sindaci sui ritardi nella distribuzione della corrispondenza, Poste Italiane
avrebbe replicato che sono dovuti al fatto che molte abitazioni sarebbero sprovviste di cassetta delle lettere e numero civico. «Ma non è vero - conclude Corriga -. La verità è un’altra, ma a noi non la conosciamo». Forse la risposta la si saprà oggi, dopo il rientro dei sindaci da Roma.

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